Avviso ai naviganti: la campagna elettorale per il 2004 è già iniziata (e non ci annoieremo). Dopo quello con la Curia - rea di aver denunciato lo stato di degrado del centro storico - Domenici ha aperto un nuovo fronte. Nel mirino le sovrintendenze, accusate di «politicizzazione», e lo Stato che deve dare al Comune la gestione del David di Michelangelo. La nuova offensiva di Domenici, da lui stesso ribattezzata «linea David», è arrivata come un fulmine a ciel sereno dopo il secondo giorno di polemiche seguite all'accorata richiesta d'intervento dell'Arcidiocesi fiorentina e promette di riempire l'estate di fiorentini e non. Domenici ha mischiato il sacro - Michelangelo - col profano - Isozaki -, ha invitato Valentino e Paolucci a dimettersi se vogliono fare politica, ha ribadito che il degrado che assedia le piazze del centro semplicemente «non c'è» e se si vogliono più interventi serve la tassa di scopo, devono pagare i turisti (l euro a testa). Il progetto «linea David» nasce dopo gli ultimi interventi sulla querelle del degrado e le prese di posizione dei sovrintendenti. «I fatti di questi giorni - spiega un Domenici meno rabbuiato di 24 ore prima - sollevano due questioni, una politica e una amministrativa. Appare evidente che al di là delle intenzioni di chi ha tenuto la conferenza stampa con monsignor Timothy Verdon, c'è la volontà di aprire la campagna elettorale prima del tempo. Anche i sovrintendenti hanno fatto riferimento alle prossime politiche, ma nessuno può nascondersi dietro ruoli istituzionali per fare politica. Serve trasparenza. E se i sovrintendenti vogliono fare politica si dimettano dal loro ruolo di funzionari dello Stato e si gettino nell'agone politico, facciano una lista e raccolgano consensi. Tra l'altro Valentino lo ha già fatto e non arrivò all'1 dei voti... La seconda questione è che sono pronto ad aprire procedure in ogni sede per arrivare alla gestione diretta o alla cogestione del David di Michelangelo e di altri monumenti. E per quanto riguarda il David, stama-ni mi sono rivolto a uno studio legale per esaminare tutti gli aspetti della questione». II suo è un aut-aut? «Io mi attendo reazioni di apertura. Se così non sarà andremo avanti per questa strada, fermo restando che io non denuncio nessuno, come invece ha fatto un sovrintendente... e che non voglio togliere il David dall'Accademia. Ma voglio risposte al problema che poniamo». La coincidenza dei tempi con le polemiche sul degrado non è sospetta? Perché lei solleva ora la questione del David? «I due piani, quello della poca trasparenza di alcuni funzionari e quello della gestione del David, sono distinti. Sollevo ossi la questione del David perché non vedo collaborazione da parte delle sovrintendenze. Davanti ai nostri sforzi, ultimo quello di dare i fondi per l'uscita di Isozaki e per la progettazione esecutiva dei Nuovi Uffizi, che altrimenti chissà quando sarebbe arrivata, a causa della inettitudine e dell'insipienza delle sovrintendenze, ricevo solo atti giudiziari o aggressioni a mezzo stampa. La situazione è peggiorata con la politicizzazione dei loro interventi e allora cambia anche la nostra linea: diventa la "linea David". Quanto al degrado ho già risposto ricordando i fatti e oggi ho fatto una passeggiata in centro nella "famose" piazze assediate: ho visto solo tre punk a bestia con i cani in Santissima Annunziata...». A cosa attribuisce quest o cambio di rotta? «Non vorrei che fosse una risposta conservatrice ai grandi mutamenti istituzionali che la Regione sta promuovendo e che noi appoggiamo sul fronte culturale, per l'attuazione del federalismo. Se le sovrintendenze diventano luoghi di immobilismo, che frenano lo sviluppo della città per paura di perdere potere o peso, sono pronto alla battaglia politica». Verdon, Valentino, Paolucci non devono dare giudizi? «Non è questo il punto. Il punto è che hanno detto cose politiche, fatto riferimento esplicito alle prossime elezioni, rifugiandosi poi nel loro ruolo istituzionale. Io voglio solo sapere se chi mi parla vuole fare politica nel 2004. Il ruolo istituzionale impone un diverso equilibrio, quello ad esempio mantenuto dal prefetto Serra: ha le sue idee, ma nessuno in questi anni si è accorto che era stato deputato di Forza Italia». Questa del David non sarà una battaglia estiva? «Non ci siamo svegliati stamattina. Anche al ministro Melandri avevamo posto la questione. Ed anzi dal momento che lo Stato somiglia a Golia, credo che la cosa finirà bene. Il David è nostro e arriveremo a una forma di cogestione o di gestione diretta, ad esempio attraverso una fondazione, la stessa che potremo fare per Boboli o per altri monumenti. Sul David non siamo neppure stati interpellati per la querelle del restauro, che pure ha occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo... Ma adesso vogliamo risposte».