La nuova idea del governo. Tante "capitali" per le celebrazioni (e i finanziamenti) 2011: Torino, ma non solo. Le celebrazioni per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia, si sa, riguarderanno anche Roma e Firenze. Quel che non si sapeva è che il Governo vuole coinvolgere almeno altre dieci città. Il nuovo orizzonte è stato prefigurato ieri da Andrea Marcucci, sottosegretario per i Beni e le Attività culturali, a Torino per presentare con Giuliano Soria la sede romana dell'Antenna Culturale Europea: «Mi piacerebbe coinvolgere le capitali preunitarie, anche se minori. Comprese quelle della Padania». Musica per le orecchie dell'eurodeputato leghista Mario Borghezio che però, essendo seduto qualche fila più in là, non ha potuto applaudire il proposito. «Parliamo di un altro livello di iniziative rispetto a quelle organizzate a Torino - s'è affrettato a precisare Marcucci, ribadendo la centralità della città anche sotto il profilo economico -. Ma in quell'occasione servirà un network per promuovere la cultura sul territorio nazionale. Penso a un sistema integrato di poli culturali che rispondano alla stessa logica» Restano i complimenti a Torino. Non solo la città sta rispettando i tempi, ha commentato il sottosegretario dopo aver ricevuto dal vicesindaco Tom Dealessandri il pre-elenco delle zone candidate ad ospitare le manifestazioni, ma «lavora bene»: «Il Governo apprezza come si muove. La falsariga delle celebrazioni deve essere la creazione di infrastrutture culturali che rimarranno in dote al territorio». Il dossier di Torino è atteso a Roma per la fine del mese. La legge per le celebrazioni è data per certa entro fine anno. Allora ne sapremo di più. Certo è che allargare il tiro alle capitali pre-unitarie significa riesumare dagli archivi la carta geopolitica dell'Italia dopo il Congresso di Vienna ripercorrendo un viaggio impegnativo. Fatte salve Torino, Firenze e Roma, partendo da Nord si incontra il Regno del Lombardo-Veneto con Milano, e magari pure Venezia. Seguono il Ducato di Parma e Piacenza e quello di Modena e Reggio. Per tacere di Lucca. A sud il Regno delle Due Sicilie con Napoli (e Palermo, per carità!). Cagliari, dove è già sorto un comitato per il 2011, rivendica già la sua parte non foss'altro che per aver ospitato Carlo Emanuele IV dopo l'abdicazione imposta dai francesi. E come disconoscere un ruolo a Genova, patria di Mazzini, o a Brescia «Leonessa d'Italia» per il coraggio mostrato durante l'insurrezione del 1849? Insomma: c'è gloria per tutti. Il rischio è che dalla gloria si passi ai finanziamenti a pioggia: che in ultima analisi si risolverebbero, c'è da scommetterci, in un impoverimento del progetto torinese.
Celebrazioni. Il governo moltiplica le "capitali" coinvolte nei progetti del 2011
Il governo italiano ha annunciato di voler coinvolgere almeno altre dieci città, oltre Torino, Firenze e Roma, per le celebrazioni del centocinquantenario dell'Unità d'Italia. Il sottosegretario per i Beni e le Attività culturali, Andrea Marcucci, ha presentato la sede romana dell'Antenna Culturale Europea e ha menzionato la possibilità di coinvolgere le capitali preunitarie, come Milano, Venezia, Napoli e Cagliari. Il progetto prevede la creazione di infrastrutture culturali che rimarranno in dote al territorio. Il dossier di Torino è atteso a Roma per la fine del mese e la legge per le celebrazioni è data per certa entro fine anno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo