Turismo. Il vicepremier a Venezia annuncia la costituzione di una commissione di studio per quantificare il fenomeno del "mordi e fuggi" Cacciali bacchetta Rutelli: «Sbagli i dati» Il vicepremier Rutelli arriva a Venezia e annuncia la nascita di una commissione sul turismo "mordi e fuggi" nelle città d'arte; promette inoltre che la Finanziaria 2008 darà un aiuto speciale ai Comuni alle prese con milioni di visitatori all'anno. Il sindaco Cacciari, pero, non risparmia bacchettate al vicepremier: non tornano le cifre sul turismo portate da Rutelli, dice (non 7 milioni di presenze annue, ma 20 milioni). Quanto ai fondi della Legge speciale, in laguna, spiega Cacciari, non arrivano 80 milioni di euro, ma solo 20-25, «il resto andrà per gli interventi alle bocche di porto che io non volevo». Il sindaco: «Non sono 7 milioni le persone che arrivano in laguna, ma molte di più. Il ministro promette che con il 2008 troverà risorse per le città d'arte Il vicepremier Francesco Rutelli arriva a Venezia con un annuncio e una promessa: l'annuncio è che ha costituito una commissione per studiare i dati del turismo mordi e fuggì nelle principali città d'arte, la promessa è che con la Finanziaria 2008 il governo troverà delle risorse per dare «ristoro» ai Comuni che con i milioni di visitatori devono convivere. Probabilmente il ministro ai Beni culturali non si aspettava applausi, ma nemmeno di essere pubblicamente "bacchettato" da un "suo" sindaco: Massimo Cacciari gli ha contestato i dati del turismo e pure i fondi per la Legge speciale. Tutto questo a Palazzo Cavalli Franchetti, in campo Santo Stefano a Venezia, dove il Centroveneto del senatore Tiziano Treu - Margherita, stesso partito di Rutelli nonché di Cacciari, ha organizzato una "giornata di studio" sul turismo nelle città d'arte. In platea, ad ascoltare il ministro («L'Italia punta in 10 anni a diventare di nuovo leader nel settore turistico», «Non dobbiamo subire le dinamiche del mercato ma le dobbiamo governare»), anche i sindaci di Venezia, Massimo Cacciari e di Roma, Valter Veltroni. Il più caustico, Cacciari. Che "bacchetta" Rutelli su tutto quello che ha detto di Venezia. Ad esempio: i numeri. «Accolgo con piacere - dice Cacciari -la notizia dell'istituzione di una commissione per quantificare il turismo mordi e fuggi onde poi procedere a opportuni finanziamenti, ma i nostri dati sono già stra-scientifici», Cacciari contesta il dato fornito dal vicepremier: non sono 7 i milioni di turisti che ogni anno arrivano in laguna, ma molti di più: «Venti milioni, venti milioni di turisti che usano e consumano la città e sui quali devo parametrare i servizi di pulizia e quant'altro». Come dirà poi Veltroni, «l'evidente buonumore» del sindaco di Venezia non si ferma a questi numeri: a Rutelli. infatti, Cacciari contesta anche il dato riferito agli investimenti previsti nella Finanziaria di quest'anno - oltre che per Roma capitale (145 milioni) - per il centro storico lagunare (80 milioni): «Di questi 80 milioni, al Comune ne arriveranno solo 20-25 per la salvaguardia fisica, il resto andrà per gli interventi alle bocche di porto che, tra l'altro, io non volevo. Quindi, non sono 80 milioni per Venezia e men che meno per sostenere i servizi dovuti al turismo: è chiaro il concetto?». E se la tassa di soggiorno non è stata istituita, «per il 2008 dovrà esserci qualcos'altro altrimenti io dovrò mettere tasse ai residenti». Cacciari guarda Veltroni e ammette il fallimento: «Veltroni è bravissimo a trovare sponsor, riesce a farsi dare soldi anche dalla Camera di commercio, qui invece nessuno caccia una lira». Non che il "sindaco-filosofo" rinunci in partenza, anzi: «È da un anno e mezzo che sto cercando sponsorizzazioni, ma non dovrebbe essere questo il compito di un sindaco». Il sindaco di Roma usa toni diversi, ma nella sostanza Valter Veltroni condivide quel che ha detto Cacciari. Anche perché Roma ha 24 milioni "solo" di presenze turistiche, senza contare gli "escursionisti" giornalieri. E anche la capitale, come Venezia, viene «consumata» dai visitatori. Rimedi? Veltroni puntta sull'Iva: «Supponiamo che ogni turista spenda solo di Iva 10 euro, in tutto fanno 240 milioni di Iva che vanno allo Stato. Domando: se ne può restituire il 10 «per cento per il consumo del territorio?». Il senatore Tiziano Treu, che per tutta la mattinata ha moderato il dibattito, annuisce: «L'imposta di soggiorno non è praticabile, basterebbe il ricorso di una Regione per sollevare il dubbio di legittimità e bloccare tutto. Piuttosto è proprio sull'Iva che si andrà a parare. Ma serve una legge che lo consenta e quindi il federalismo fiscale». Potrebbe essere questa la soluzione? Il vicepremier, in visita mordi e fuggi a Venezia - è arrivato tardi, è subito ripartito alla volta di Berlino - non scende nei dettagli, ma promette: «La volontà politica da parte mia c'è: un impegno che voglio corredare con una valutazione scientifica su quanti sono effettivamente gli escursionisti». Di qui la commissione, un organismo «di alto livello che - spiega il ministro - non serve per scoprire il problema, che è noto, ma che serve ad identificare dei parametri certi affinché, quando chiederò al ministro dell'Economia, della legge finanziaria del prossimo anno, un ristoro per il prezzo che affrontano le città d'arte, lo si potrà attribuire sulla base di punti che naturalmente discuteremo insieme e che potranno essere condivisi dalle grandi città».