Monito del presidente della Biennale ai rappresentanti delle maggiori città d'arte riuniti in laguna Venezia, il turismo da i numeri «Gli operatori turistici dovrebbero superare la visione corporativa che spesso caratterizza il loro agire: anziché tendere a ottenere tutto subito, dovrebbero avere una visione di medio-lungo termine». Tradotto: non spennate il turista. Il monito di Davide Croff, presidente della Biennale di Venezia, giunge durante la prima sessione dei lavori a Palazzo Cavalli Franchetti, dove l'associazione Centroveneto del senatore Tiziano Treu ha organizzato un seminario di studio sul turismo nelle città d'arte, invitando in laguna imprenditori, operatori economici, pubblici amministratori di Venezia, Firenze, Roma, Napoli. Tolta Rosa Russo Jervolino, al dibattito si presentano tutti i sindaci invitati: Massimo Cacciari, Valter Veltroni, Leonardo Domenici. E il vicepremier Francesco Rutelli che a questo seminario, organizzato per fare il punto sul turismo e per affrontare il rapporto che c'è tra cultura e territorio, porta i dati di un settore non solo in crescita, ma destinato ulteriormente a crescere tanto da diventare di nuovo leader nel giro di una decina d'anni: «Negli ultimi decenni - dice il ministro - si è passati da una prevalenza del turismo balneare a quello delle città d'arte: sono proprio queste che oggi come oggi fanno la differenza». A una condizione, ammoniscono i sindaci: che i Comuni abbiano risorse per far fronte ai costi per la gestione e la manutenzione delle città. Ma anche, come ha sottolineato Veltroni, che non si trascurino le infrastrutture per la mobilità, dagli aeroporti alle metropolitane. Certo, il turismo deve fare "sistema". E cambiare mentalità. Davide Croff porta l'esempio della Biennale, un'istituzione che, per le manifestazioni che propone in laguna, porta a Venezia un turismo altamente qualificato: «Eppure - dice Croff - l'impressione è che si tenda a svuotare il portafoglio di questi turisti senza pensare a investire per il futuro». Di tutt'altro avviso gli imprenditori economici e a parlare, senza cercare la diplomazia, è il presidente di Unindustria Venezia: Antonio Pavrin conferma che quello delle città d'arte è un turismo in crescita (78 per cento contro una media del 4), ma, sottolinea, rispetto agli altri paesi europei, «siamo indietro». Perché? Forse perché il governo e le amministrazioni locali non aiutano gli operatori turistici? Forse perché ci sono troppe tasse a carico della filiera turistica?' Nulla di tutto ciò: «Il sistema turistico - dice Favrin - non ha bisogni di aiuti fiscali, quello che domandiamo è di lasciarci lavorare». Concretizza: «Tirateci via l'Irap: è una tassa sul costo del lavoro che ci rende meno competitivi». Ma bisogna anche "fare sistema": «Il problema in Italia - dice Josep Ejarque Bernet, direttore del Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia - è che non ci parliamo. Il settore turistico non può continuare a operare in maniera autistica, deve dare elementi a chi governa e amministra, serve soprattutto un grande patto tra aziende, cultura, politica».