Al manager 10 voti su 11. Ma ci sono anche Laura Biagiotti, Maurizio Calvesi e Giuseppe Scalera. Deciderà il ministero I papabili sono tre. Un manager, Cesare Romiti, una stilista, Laura Biagiotti e un politico, Giuseppe Scalera. Ad uno di loro il compito di rivestire la carica di presidente dellAccademia delle Belle arti, in via di Ripetta. Accademia che da metà gennaio, dopo le dimissioni dellex presidente Gianfranco Imperatori - accettate dal ministro dellUniversità Fabio Mussi - è retta da un commissario pro tempore: il dirigente del ministero dellUniversità Gioacchino Fonti. Ma i tempi stringono, entro il 28 febbraio un nuovo nome dovrà sedere al posto di comando. Così, a metà della scorsa settimana si è riunito il consiglio accademico e dopo una lunga riunione fatta di candidature e scrutini segreti la terna vincente è saltata fuori. Lex uomo guida Fiat - che da poco siede anche nel cda della Fondazione Musica per Roma - ha fatto quasi len plein: per Romiti 10 preferenze su un totale di 11 voti. Contento? «Preferisco non rilasciare commenti - dice secco Romiti - Cè una procedura in corso e, al momento, non voglio dire nulla». E un categorico «no comment» arriva anche dalla maison Biagiotti, con la stilista che ha raccolto sette voti. Sei, invece, sono stati quelli a favore di Giuseppe Scalera, senatore della Margherita. E in lizza cè anche Maurizio Calvesi, storico dellarte che ha avuto la benedizione di due consiglieri su 11. Ma la partita non finisce qui. Lultima parola spetterà al ministro dellUniversità e ricerca scientifica Mussi. O meglio, per lui deciderà Nando Dalla Chiesa che è sottosegretario del ministro con delega sullAccademia. Per il verdetto ci vorranno una decina di giorni, ma sono in molti a fare il tifo per Romiti. «E la persona giusta per dare nuovo impulso allAccademia - afferma Giovanni Albanese, artista e docente a via di Ripetta - E colto, preparato, ama larte e ha un gran senso dellironia».