Non c'è pace per il David. Adesso Comune se Io contendono a suon di dichiarazioni e, chissà, anche di sentenze in tribunale. Ma lui, sereno sull'orlo di compiere 500 anni (l'8 settembre prossimo) era appena uscito dall'ennesimo "dibattito-polemica". Nei mesi scorsi l'oggetto del contendere è stato il suo restauro: sorta di abluzioni in vista delle celebrazioni della ricorrenza. «L'opera di ripulitura ha confermato ieri il soprintendente Paolucci partirà a settembre». Ma a quella decisione ci si è arrivati per un cammino sofferto, durante il quale è caduta anche qualche testa. Come quella di Agnese Parronchi, restauratrice ufficiale del capolavoro. Dimes-sasi nel marzo scorso, si dice per una divergenza di vedute sulle modalità della "spolverata" di cui necessità la statua. Lei sosteneva un intervento a secco che prevedeva di "accarezzare la superfìcie immacolata con pennelli, pelle di daino e gomma. Un metodo per niente condiviso da Paolucci e dalla direttrice dell'Accademia Franca Falletti. Entrambi sostenitori di una pulizia fatta a suon di impacchi di acqua bidistillata e cellulosa. E allora per la restauratrice non ci fu storia. A succederle nella prestigiosa carica arrivò Cinzia Parnigoni. Ma la storia si complicò un bel po' il 3 luglio scorso quando tutto prese un'aria internazionale con l'appello lanciato da un gruppo di quaranta studiosi di diverse nazionalità. Capeggiati da James H, Beck della Columbìa University, direttore di Artwatch International. Del resto quando si deve mettere mano su un «mito metastorico» (definizione di Paolucci) tutto il mondo deve dire la sua. Così tutti insieme gli storici, appena un mese fa, sostennero che forse il giovinetto di marmo non aveva bisogno di tutta questa gran pulizia e che forse era il caso di prendersela con calma, magari istituendo prima una commissione internazionale. Niente di più irritante per chi il restauro lo ha nel sangue. «In questo campo noi siamo i migliori, anche a livello internazionale. Beck può starsene tranquillo», Paolucci rispose e chiuse così la diatriba scoppiata fra le due sponde dell'Atlantico. E allora via con gli "impacchi" da settembre. Un'operazione delicata quanto costosa, della quale si faranno carico anche l'associazione Friends of Florence, con una quota di 200mila euro, assieme all'Opificio delle Pietre Dure, il Cnr e vari istituti universitari italiani.
E l'operazione pulizia ha diviso gli esperti
Il David di Michelangelo sta per essere restaurato. Il restauro è stato oggetto di controversie, con diverse persone che hanno espresso opinioni diverse sulle modalità di pulizia della statua. Il soprintendente Paolucci ha deciso di procedere con il restauro, utilizzando impacchi di acqua bidistillata e cellulosa. La decisione è stata sostenuta da studiosi di diverse nazionalità, tra cui James H. Beck, direttore di Artwatch International. La controversia ha coinvolto anche la restauratrice Agnese Parronchi, che ha espresso opinioni diverse sulle modalità di pulizia. Il restauro sarà effettuato con la collaborazione di diverse istituzioni, tra cui l'associazione Friends of Florence e l'Opificio delle Pietre Dure.
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