Unordinanza del Tar che smentisce in pieno la cronica lentezza della giustizia, ha bloccato la demolizione ordinata dal Comune delle villette abusive nel Parco Metropolitano delle Colline di Napoli. Il Servizio Antibusivismo del Comune aveva disposto labbattimento dei manufatti di via Soffritto, nei pressi delle cave di Verdolino, sul versante di via Epomeo del Parco dei Camaldoli e ieri mattina la ditta incaricata dal Comune era sul posto accompagnata dalle forze dellordine e dalla polizia urbana. Loperazione era in corso e le ruspe stavano compiendo la loro opera, quando è giunto un provvedimento del Tribunale amministrativo regionale a bloccare lordinanza comunale. «I servizi preposti hanno compiuto il loro dovere con diligenza e tempestività - dice lassessore allEdilizia Felice Laudadio - ora si tratta di attendere la conclusione della fase cautelare dellazione giudiziaria. Ma la linea del sindaco non cambia: interverremo con grande determinazione contro gli abusi edilizi». In sei mesi, previa distruzione di un frutteto, nellarea del Parco Metropolitano inclusa nei programmi del Maggio dei Monumenti per un sito di interesse storico archeologico, era sorto un villaggio di palazzine monofamiliari, parte delle quali già abitate da qualche mese. Ieri la città ha tentato di difendersi dallassalto del cemento, ma non ci è riuscita. Intanto la terza sorpresa abusivismo nel giro di pochi giorni arriva dal territorio di Casalnuovo. Mentre ancora si discute delle sorti di due interi rioni completamente abusivi (per un totale di cinquanta edifici fino a sei piani) sorti a pochi passi dal centro cittadino, ieri terzo intervento dei carabinieri coordinati dal procuratore aggiunto della Repubblica di Nola Francesco Greco: sequestrate ventuno villette a schiera completamente fuorilegge, costruite da una delle imprese che hanno edificato anche i palazzi abusivi. Questione di abitudine.