Lunedì 12 Febbraio 2007 Città turistiche, confronto a quattro Il Ministro Rutelli ha chiamato a raccolta le amministrazioni comunali di Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Dopo le aspre polemiche dei mesi scorsi - soprattutto tra Venezia e Roma a proposito del Festival del Cinema - è arrivato il momento del confronto e della ricerca di forme possibili di collaborazione. Le nostre quattro città infatti rappresentano i principali attrattori del turismo culturale internazionale. Roma e Venezia sono le prime due mete per gli oltre 38 milioni di turisti che giungono in Italia da ogni parte del mondo. E tuttavia ci sono ampi margini di miglioramento. A condizione che siano fatte scelte coraggiose. Cominciamo col dire che le città oggi riunite a Venezia hanno problemi, caratteristiche e margini di miglioramento molto diversi l'una dall'altra. Se Roma sembra assorbire quote crescenti di turismo senza particolari traumi, non è così per Venezia e, in parte, per Firenze. In questi ultimi due casi il problema di governare gli afflussi in città è, seppure con diverse dimensioni, un tema da tempo all'ordine del giorno. Per quanto riguarda Napoli lo sviluppo del turismo è fortemente condizionato dalla capacità dello Stato di riprendere il controllo del territorio, altrimenti i pur lodevoli sforzi di questi anni non daranno i frutti attesi. E' sufficiente fare riferimento a questo solo aspetto per evidenziare che le nostre quattro città hanno ciascuna una propria peculiarità. Tuttavia l'incontro di Venezia avrà un qualche successo se sarà capace di indicare al Governo alcune comuni problematiche. Ad esempio la possibilità di decidere autonomamente forme di tassazione dei turisti per migliorare i servizi di accoglienza - ipotesi respinta dal Parlamento durante l'esame dell'ultima legge finanziaria -, l'attribuzione di poteri speciali ai Sindaci rispetto ai problemi del traffico, l'impegno ad assicurare forme di collaborazione con le istituzioni culturali gestite dallo Stato, fino a ipotizzare il trasferimento della gestione alle amministrazioni comunali - per un effettivo coordinamento delle politiche culturali urbane - misure di sostegno alla riqualificazione dei centri storici (soprattutto per Napoli), ampliamento della spesa pubblica a favore della manutenzione e del restauro del patrimonio culturale e così via. Ma su tutto dovrebbe essere posto un tema. Venezia, Firenze, Roma e Napoli hanno bisogno di una politica concertata per la promozione delle città d'arte di tutto il Paese. Nessuno che abbia giudizio può ritenere che queste città possano abbassare la guardia. Anche nel turismo culturale assistiamo ad una crescente competizione internazionale. Le nostre quattro città competono con altrettante primarie mete turistiche, soprattutto a livello europeo. E poiché il moderno viaggiatore non sceglie la sua meta solo in ragione delle cose da vedere ma anche delle esperienze che i luoghi offrono, non basta tenere aperti i musei o le aree archeologiche per essere competitivi. Occorre ripensare il modo con cui fare politica culturale, mettere in relazione beni culturali e territorio, cultura e città. Con tutto ciò che un luogo ha e rappresenta. Lo Stato, e non solo il ministero per i beni e le attività culturali, e le Regioni dovrebbero accompagnare questo impegno delle nostre principali città perché l'esito di questi processi avrà un impatto sul sistema paese di grande valore. Allo stesso tempo però va costruita una politica a sostegno delle altre città d'arte del nostro paese. E la ragione è duplice. Venezia e le altre città reggeranno meglio il confronto internazionale se l'insieme del paese è una meta ambita per il turismo internazionale. La varietà dell'offerta è infatti una variabile sempre più importante nella scelta di una destinazione da parte dei viaggiatori moderni. Allo stesso tempo investire sulla rete delle città d'arte significa dare forza al motore dello sviluppo del paese. E' in questi luoghi infatti che l'economia mostra maggiore dinamismo, si registra una crescita del tessuto industriale più innovativo, si colgono gli embrioni di quella economia della conoscenza, della creatività che è la vera sfida su cui si giuoca il futuro nostro e dell'Europa. Il circuito virtuoso tra politiche di valorizzazione del patrimonio e delle attività culturali, sviluppo del turismo di qualità, ricerca, università, innovazione, promozione delle produzioni che meglio esprimono la creatività italiana, hanno generato e generano nuove opportunità sul mercato interno e internazionale. Verona, Torino, Mantova, Brescia, Treviso, Genova, Perugia, solo per citare i casi più ecclatanti, ne sono una straordinaria riprova. Siamo ai primi passi ma la direzione è segnata.
Il ministro Rutelli convoca oggi le amministrazioni comunali di Venezia, Firenze, Roma e Napoli
Il Ministro Rutelli ha convocato le amministrazioni comunali di Venezia, Firenze, Roma e Napoli per un confronto sulla gestione del turismo culturale. Le città hanno problemi diversi, come il problema di governare gli afflussi di turisti in città. Il Ministro ha proposto alcune misure per migliorare la gestione del turismo, come l'attribuzione di poteri speciali ai Sindaci e l'impegno ad assicurare forme di collaborazione con le istituzioni culturali gestite dallo Stato. Ha anche sottolineato l'importanza di una politica concertata per la promozione delle città d'arte italiane, per competere con altre mete turistiche europee.
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