Altri 1,5 milioni alla direzione regionale per il consolidamento L'AQUILA. Dal '97 a oggi, la basilica di Santa Maria di Collemaggio è teatro di una lunga serie di interventi per il restauro, lo studio e il consolidamento delle strutture portanti. I lavori sono diretti dalle soprintendenze aquilane, che hanno dato il via a una prima fase operativa con i finanziamenti del Giubileo. Una cifra complessiva di 5 miliardi di lire. Di questi soldi, circa 1,6 miliardi sono stati utilizzati dalla soprintendenza Psae (Patrimonio storico, artistico ed etnoan-tropologico) per il restauro della facciata, dei portali e dell'arredo della basilica. Il restante ammontare è stato utilizzato dalla Direzione regionale per i beni culturali, per interventi di consolidamento e per lo studio archeologico e architettonico della chiesa, attraverso scavi di rilevamento. Il restauro artistico di Collemaggio, è stato curato dalla dottoressa Biancamaria Colasacco, funzionarla della soprintendenza Psae, che in primo luogo ha diretto i lavori per la salvaguardia dei portali e della Porta Santa, oltre agli affreschi e alle tele. Ulteriori interventi sono stati condotti sugli altari, sulle lastre tombali terranee, sull'organo, sui confessionali e sulla suggestiva cappella dell'abate. Parte dei lavori condotti dalla direzione regionale (la cui supervisione è stata affidata all'architetto Marcello Pezzuti) aveva come scopo originario quello del consolidamento, specie in previsione di un evento sismico. Per la seconda fase dei lavori, che comprende tutti gli interventi in corso dal 2001 a oggi, è stato erogato un finanziamento complessivo di oltre 2 milioni di euro, di cui 736 mila coprono gli interventi della soprintendenza Psae e sono stati destinati al restauro della facciata e allo studio di una diversa ubicazione delle opere d'arte all'interno della basilica. La direzione regionale dispone di 1,2 milioni di euro, a cui si aggiungono 206 mila euro per gli studi, per ulteriori interventi di consolidamento e per gli scavi, oggi oggetto di dibattito. I primi interventi sono stati eseguiti nella zona retrostante per rilevamenti di natura architettonica, che hanno portato all'elaborazione della teoria che vede la basilica originariamente edificata su cinque absidi. Per quanto cqncerne gli scavi attuali, quelli dietro l'altare maggiore, sono ancora poche le notizie sui ritrovamenti. «Posso assicurarvi che non abbiamo troyato né l'Arca dell'Alleanza, né nulla di misterioso», commenta Pezzuti, «stiamo conducendo studi archeologici coordinati dal professor Redi, che contiamo di finire al più presto».