L'insediamento torna a galla sulle alture di Fondi grazie a un pool di Bologna e Napoli. Realizzato da un pool di studiosi dell'Università di Bologna e Napoli Amyclae, antica città scomparsa torna a galla sulle alture di Fondi L'insediamento, sparito dal IV secolo a.C., si trova in mezzo a terrazze agricole Pianificare una bella gita culturale, fra un bagno e l'altro. Una gita archeologica sulle alture di Fondi, a pochi chilometri dallacasa al mare a Sabaudia o al Circeo, magari in uno di quei giorni di pioggia estiva quando, in vacanza a luglio e agosto, non si sa bene bene come passare la giornata. Un diversivo culturale per la prossima estate vacanziera, dopo l'annuncio di questi giorni del ritrovamento in provincia di Latina, sulle ultime propaggini dei monti Aurunci, subito alle spalle della cittadina di Fondi, dei resti antichi della città perduta di Amyclae, uno dei primi centri urbani del Lazio. Un centro quasi mitico, perso nella notte dei tempi, molto conosciuto nell'antichità, di cui si erano perse le tracce già alla fine del IV secolo a.C. Una specie di Atlantide, sprofondata nelle alture di Fondi, mai ripescata nei secoli dagli studiosi, che cercavano la città in pianura, trascurando la pista delle colline, che per secoli l'hanno mimetizzata e nascosta, fino al recente ritrovamento. LA SCOPERTA, presentata sul nuovo numero della rivista "Archeologia Viva", è stata fatta da un tandem di archeologi: Lorenzo Quilici dell'Università di Bologna e Stefania Quilici Gigli dell'Università di Napoli, dopo una serie di indagini sul campo con i loro studenti. Durante gli scavi, sono tornate in superficie le rovine di alcune case e una parte delle gigantesche mura. Molti autori latini ricordano Amyclae nei loro testi, parlandone come di una città mitica di cui già ai loro tempi si erano perse le tracce. Fra questi, Pli-nio il Vecchio che parlando del famoso vino Cecubo afferma che il vitigno era coltivato nella zona del golfo di Amyclae, diventato oggi la piana di Fondi. Altri autori latini riferiscono che la città sarebbe stata fondata, come Tarante, da un gruppo dì spartani, con l'aiuto di divinità e personaggi mitici. La fine stessa di Amyclae veniva ricordata nel mondo antico come un evento macabro, con gli abitanti sterminati da migliaia di serpenti usciti dalle paludi. La dottrina pitagorica, ereditata dagli spartani, vietava di uccidere gli animali, e gli abitanti del centro sarebbero stati sterminati dai serpenti proliferati nelle paludi circostanti. Una leggenda, ovviamente. Resta un mistero il motivo per cui il centro, prosperato fra VI e IV secolo a.C, sia finito nell'oblio già anticamente. L'ipotesi degli archeologi è che il pianoro dove sorgeva la città è raggiungibile dopo una lunga arrampicata e che le rovine sono rimaste mimetizzate fra le rocce della montagna e le terrazze agricole. I resti occupano una superficie molto vasta. Ma perché Amyclae fu abbandonata? «I serpenti c'entrano ben poco -dice il professor Quilici - Quando Roma divenne padrona della Penisola controllando il territorio e assicurando il proprio ordine, gli abitanti della città sul monte trovarono inutile continuare a vivere in un luogo così faticoso da raggiungere e si trasferirono nella pianura sottostante dove si sviluppò la città romana di Fondi. E Amyclae divenne leggenda». Oggi la leggenda ritorna.» II professore: «Trovare un sito archeologico è soltanto il primo passo» «II rinvenimento di un sito archeologico non da la garanzia certa che i turisti poi vadano a visitarlo». La pensa così Michele Trimarchi, professore di economia della Cultura a Bologna, che aggiunge: «Ogni sito archeologico deve essere pensato per integrarsi con il territorio, per diventare una risorsa del luogo in cui si trova - dice Tri-marchi - Non bisogna contare soltanto sui flussi dei turisti». In altre parole, un sito archeologico non è di perse garanzia certa di flussi turistici. «Bisogna progettare un piano di gestione completo, considerando supporti tecnologici in particolare audiovisivi, perarricchire l'offerta culturale - precisa il professore - Prevedendo la nascita di scuole e strutture inserite nel territorio». Senza dimenticare i finanziamenti, pubblici ma anche privati, necessari a sostenere l'offerta culturale, in ottica di rete. Ad esempio, concependo itinerari culturali che tocchino altri monumenti in zona.
Ritrovata Amyclae l'antica città scomparsa nel IV secolo a.C.
Un team di archeologi dell'Università di Bologna e Napoli ha scoperto le rovine di Amyclae, una città scomparsa del IV secolo a.C. sulle alture di Fondi, in provincia di Latina. Le rovine, che includono case e mura gigantesche, sono state ritrovate grazie a una serie di indagini sul campo. Amyclae era una città mitica, menzionata da autori latini come Plineo il Vecchio, che descriveva il vino Cecubo coltivato nella zona. La città era fondata da spartani e veniva descritta come un luogo prospero tra il VI e IV secolo a.C. Tuttavia, il motivo del suo abbandono è ancora misterioso.
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