DI CHI è il David? Appartiene a Palazzo Vecchio che l'ha ospitato per tre secoli e mezzo in Piazza Signoria, o allo Stato che lo custodisce alla Galleria dell'Accademia dal 1873? Una vecchia querelle che riaccende una questione giuridica, anche grazie alla comparsa di nuovi documenti. Ultimo arrivato, un rogito notarile del 1871 con cui Palazzo Vecchio, fino ad allora di proprietà dello Stato, viene ceduto con «annessi e connessi» al Comune di Firenze. A quanto pare, comprese anche le statue sull'arengario. Marmo del David in prima fila. Insomma l'atto riapre la questione sulla proprietà. E fa ripartire all'attacco il sindaco Domenici. Per la terza volta, in verità, poiché la domanda era già rimbalzata nel 2000 - con tanto di richiesta di una quota di tutti gli incassi miliardari che il celeberrimo marmo di Michelangelo procura alle casse del ministero - sul tavolo del ministro Giovanna Melandri. Allora sembrò quasi una provocazione. E non mancarono le risposte scettiche e perplesse da parte di direttori di musei e soprintendenze. «Se Palazzo Vecchio vuole partecipare agli incassi, lo faccia anche con le spese» commentò la direttrice dell'Accademia Franca Falletti. Infine la polemica si chiuse nel giro di pochi giorni con il secco no del ministro Melandri, in visita a Firenze alla mostra di Giotto. La questione si riapri un anno dopo, nel 2001. Con Domenici che non solo rivendicava la proprietà del David, ma anche che la Madonna Rucellai di Duccio di Boninsegna tornasse dagli Uffizi alla basilica di Santa Maria Novella. Solita polemica di favorevoli e contrari e fine della storia con il solito interrogativo aperto: di chi è il David? Ebbene se si rileggono i documenti si scopre che i committenti dell'opera a Michelangelo ,il 16 agosto del 1501, furono i consoli dell'Arte della Lana e gli Operai del Duomo di Firenze. Che si impegnarono a versare la cifra di 6 fiorini d'oro al mese all'artista. Finché, l'8 giugno del 1504, l'opera ormai conclusa fu collocata alla « ringhierà» di Piazza Signoria e finita di pagare dalla Signoria della Repubblica, per un totale di400 fiorini. Il David è stato pagato con i soldi dei fiorentini, quindi appartiene alla città - conferma il soprintendente Antonio Paolucci- Ma è altrettanto vero che da 131 anni viene custodito a spese prima del Regno e poi della Repubblica. La questione è solo accademica. E poi come si fa a calcolare quanti soldi si devono spartire Stato e Comune? Si rischia l'assurdo». Paolucci non si ferma però alla querelle accademica: «E' chiaro che il David è un pretesto. Il problema è politico, e riguarda la richiesta di legge sull'autonomia dei Beni culturali avanzata dalla Regione».