MALFORMAZIONI ossee, malattie varie, alimentazione sbagliata e soprattutto dentatura in pessime condizioni. Chi erano, un gruppo di schiavi, di poveracci, di emarginati? No, si tratta dei membri di una delle dinastie più brillanti e ricche d'Italia, se non d'Europa, i Medici, granduchi di Toscana. Nel 2004 partì un grande progetto di esplorazione dei corpi dei membri della dinastia Medici ospitati nelle Cappelle medicee di Firenze (quelle, per intenderci, che contengono anche le famose statue di Michelangelo). Un progetto cui partecipano le università dì Pisa e Firenze e il Polo museale fiorentino. Ora il professor Gino Fornaciari docente di Storia della medicina a Pisa e paleopatologo ha presentato i primi risultati della ricerca al Centro De Giorgi di Pisa. Le cappelle medicee ospitano i corpi di grandi, come Lorenzo il Magnifico e Cosimo il Vecchio e, nelle cripte, di tutti i granduchi e dei loro famigliari. Danneggiate durante la tremenda alluvione fiorentina del 1966, già in parte esplorate nel 1947-48, le ricerche sui corpi dei Medici hanno portato a una serie di ritrovamenti importanti come vestiti, gioielli, oggetti. Ma soprattutto ci hanno permesso di avere un quadro inedito sul genere di vita, di alimentazione, di malattie dei nostri antenati. «Finora abbiamo esaminato i resti dei granduchi Cosimo I (1569-1574), Francesco I (1574-1587), Ferdinando I ( 15 8 7-1609) e dei loro famigliari. Tra l'altro abbiamo scoperto nella cripta di Gian Gastone, ultimo granduca, una botola che porta alla tomba di otto bambini. Uno dei quali, in particolare, ha l'abito in ottime condizioni. Si tratta di don Filippino, morto a 5 anni, il cosiddetto bambino dalla giubba rossa, figlio di Francesco I. La tomba di Gian Gastone, intatta nonostante l'alluvione, ci ha conservato non solo gli abiti del granduca ma gioielli e due medaglioni d'oro unici, opera di Louis Serier, incisore di corte». La prima scoperta interessante riguarda il fisico dei tre granduchi, in particolare quello di Cosimo I ma anche quelli di Francesco e di Ferdinando. Tutti piuttosto alti, soprattutto per l'epoca, tra 1,78 e 1,73, e straordinariamente vigorosi. Fisici provati dalla lunga attività equestre anche se soffrivano di varie malattie articolari e tutti, come detto, avevano la dentatura in pessime condizioni a causa di una dieta troppo ricca di zuccheri. «Francesco I morì di malaria e non, come molti sospettarono, di veleno, ad opera del fratello», dice Fornaciari. Cosimo I morì per arteriosclerosi, Ferdinando per problemi cardiaci dovuti a una occlusione intestinale. Ma quelle ridotte peggio erano le mogli dei granduchi, non una ha evitato malformazioni ossee, rachitismi. artriti, reumi, parti plurimi. Uno dei figli di Ferdinando, il cardinale Carlo, aveva sofferto di tubercolosi ossea alla colonna vertebrale e fu chiamato il famoso medico Giordano d'Acquapendente, che non solo lo curò, ma gli costruì una sorta di busto ortopedico in metallo per raddrizzarlo. Colpisce nei resti del principe Francesco, morto a 21 anni, la deformazione dello scheletro dovuta, malgrado la giovane età, a troppi esercizi militari, tra cui in particolare l'eccessivo esercizio con l'aro. Come colpisce il rachitismo di molti dei bambini, allevati con diete povere di vegetali e verdura e cresciuti in ambienti chiusi lontani dal sole (e probabilmente allattati troppo a lungo). Insomma, un quadro di malattie diffuse, di denti marci, di morti dovute a malattie che oggi si curerebbero in farmacia. Sono questi i risultati dei primi esami di una famiglia ricca che non pativa di certo il bisogno. Possiamo solo immaginarci, se queste erano le loro condizioni, quali fossero quelle della gente comune.