Reazioni all'aggressione subita dal premio Nobel, i messaggi di Veltroni, Gasbarra e Marrazzo Solidarietà a Wiesel. Missione romana negli Usa, sì da Lehman Brothers e Irvìng Pearl L'aggressione subita a San Francisco dal premio Nobel per la pace Elie Wiesel da parte di un «negazionista» della Shoah ha suscitato un forte sentimento di solidarietà a Roma, città in cui Wiesel ha accettato di essere il presidente emerito per il Museo della Shoah che sorgerà a Villa Torlonia. Solidarietà gli è stata subito espressa dal sindaco Walter Veltroni, dai presidenti di Provincia e Regione, Enrico Gasbarra e Piero Marrazzo, da esponenti della Comunità ebraica. Ancor più interessanti appaiono le reazioni registrate oltreoceano da parte degli «amici» della neonata Fondazione del Museo. Ad appoggiare concretamente la nascita del Museo con donazioni e sostegni finanziari saranno infatti anche alcuni donatori americani che proprio in questi giorni sono stati contattati da una delegazione romana guidata dall'avvocato Alessandro Ruben, assessore dell'Unione delle comunità ebraiche in Italia ed esponente dell'Aliti Defamation League. Incontri fattivi sono stati realizzati a New York e a Palm Beach, mettendo in campo un'immediata forma di solidarietà allo stesso Wiesel uscito visibilmente turbato dall'aggressione. «Abbiamo incontrato importanti sostenitori come i rappresentanti della grande banca Lehman Brothers, il commerciante Irving Pearl presente in tutto il paese con una catena di negozi, lo stilista Daniel Koren titolare del marchio Daniel K - riferisce da Miami Alessandro Ruben, che è accompagnato nella missione dal Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni -. Tutti ci hanno mostrato un forte appoggio che cercheremo di concretizzare al più presto. È questa, forse, al momento, la miglior risposta agli insulti negazionisti da cui è nata l'aggressione a Wiesel». Da parte sua il sindaco Walter Veltroni ha espresso ieri a Wiesel «una solidarietà speciale dovuta, oltre che alle sue opere e alla sua vita eccezionale, al fatto che ha accettato di diventare il presidente del Museo della Shoah che stiamo realizzando nell'area di villa Torlonia». «Ricordo ancora - ha aggiunto Veltroni - quando a New York gli feci la proposta di presiedere il nostro museo dedicato all'Olocausto e la sua gioia nell'accettarla. Per fortuna la brutta avventura di San Francisco si è risolta positivamente e Roma può contare su una persona straordinaria alla guida di una struttura che andrà a completare e rafforzare una memoria condivisa dalle donne e dagli uomini nostra città». Solidarietà a Wiesel è stata espressa anche da Enrico Gasbarra («un gesto di assurda violenza») e da Piero Marrazzo («no a sostituire il confronto, il dialogo, con l'intolleranza e la violenza»).
Nuovi partner per il Museo della Shoah
A Roma, dopo l'aggressione subita a San Francisco dal premio Nobel per la pace Elie Wiesel, il sindaco Walter Veltroni, i presidenti di Provincia e Regione Enrico Gasbarra e Piero Marrazzo, esponenti della Comunità ebraica e altri hanno espresso solidarietà a Wiesel. La Fondazione del Museo della Shoah che sorgerà a Villa Torlonia ha ricevuto donazioni e sostegni finanziari da amici americani. A New York e a Palm Beach sono stati incontrati importanti sostenitori, tra cui i rappresentanti della banca Lehman Brothers e lo stilista Daniel Koren. Il sindaco Veltroni ha espresso solidarietà a Wiesel e ha sottolineato l'importanza del Museo della Shoah.
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