CAGLIARI. Domani si riunisce la commissione regionale al Paesaggio. Dopo la deliberazione dell'esecutivo del governo dell'isola per la realizzazione del «Parco archeologico di Karalis» che mette le basi per l'espropriazione di tutto il colle, la commissione dovrà terminare i lavori relativi, soprattutto, alle prescrizioni da dare nelle aree in cui viene allargato il vincolo totale. Intanto continuano le polemiche. I legali della Coimpresa, la società che avrebbe dovuto realizzare l'intervento edificatorio nel lato del colle di Tuvixeddu di via Is Maglias, ha dato mandato ai suoi legali per verificare come opporsi alle direttive della Regione. Nello stesso tempo il governatore della Sardegna, Renato Soru, si è mostrato molto determinato nel perseguimento delle sue decisioni. Giovedì sera, durante la seduta di Giunta regionale, che ha votato la deliberazione per il parco, ha fatto l'esempio di Barumini come di un bene dell'umanità. Lo stesso, ha affermato, è per la necropoli punico-romana di Tuvixeddu che merita una spesa di venti trenta milioni di euro per realizzare un grande parco su tutto il colle. E ha anche sottolineato come è intenzione della Regione trovare subito le risorse per realizzare in concreto la zona protetta. Il Comune, intanto, tace anche se i suoi avvocati stanno esaminando la situazione. Ma avrebbe di gran lunga preferito che fosse rispettato l'accordo di programma (firmato nel 1999 da Comune, Coimpresa e Regione e ratificato nel 2000 da quest'ultima) per la realizzazione della lottizzazione integrata sul colle: un parco archeologico naturalistico di venti ettari, edificazioni residenziali (in un'altra parte del colle), uffici per il Comune e servizi per l'università nel lato di Tuvumannu per complessivi 273mila metri cubi. L'approvazione del piano paesaggistico regionale nel maggio del 2006 e l'acquisizione normativa del concetto di unità paesaggistica ha poi mosso la Regione sino alle ultime determinazioni. Intanto il governatore Soru è stato ringraziato dal presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta, che ha sottolineato come il provvedimento della Sardegna applica nei fatti il nuovo codice nazionale sui beni culturali. Mentre in consiglio comunale l'Udc ha diramato ieri un comunicato in cui critica la scelta del governo dell'isola di avere «stracciato» l'accordo di programma del 1999, giudicando «inaccettabile l'arrogante tentativo del neocentralismo regionale di espropriare le prerogative dell'amministrazione comunale. Sembra quasi che la presunta tutela paesaggistica e archeologica sia la scusa per imporre una pianificazione territoriale a tutti i livelli, lesiva dei diritti dei cittadini e degli imprenditori». In parallelo il centrosinsitra (primi firmatari Claudio Cugusi, Rifondazione, e Ninni Depau, Ulivo) hanno chiesto che di Tuvixeddu si discuta in una seduta apposita del Consiglio.
Tuvixeddu, la Regione definisce tutti i vincoli
La commissione regionale al Paesaggio si riunirà domani per discutere la realizzazione del Parco archeologico di Karalis, che prevede l'espropriazione di tutto il colle. La Regione ha già deliberato l'espropriazione, ma la Coimpresa, la società che avrebbe dovuto realizzare l'intervento, ha espresso opposizione. Il governatore della Sardegna, Renato Soru, si è mostrato determinato nel perseguire le sue decisioni e ha affermato che la necropoli punico-romana di Tuvixeddu merita una spesa di 30 milioni di euro per realizzare un grande parco su tutto il colle. Il Comune tace, ma i suoi avvocati stanno esaminando la situazione.
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