E' stata danneggiata con una colata di mastice una tela di fine '500 li Cosimo Daddi che si trovava nell'ala destra della chiesa di San Donnino, a Campi Bisenzio, a pochi passi dall'altare centrale. Lo ha scoperto ieri il viceparroco quando ha aperto la chiesa. La colla ha sfregiato la parte centrae della tela che raffigura la Natività. Il danno è ingente e solo oggi potremo sapere se il dipinto sarà totalmente recuperato. I carabinieri lavorano su diverse ipotesi e non escludono neanche la setta satanica. Ma le «piste» più accreditate sono due: un vandalo oppure un messaggio intimidatorio rivolto a Don Momigli, mesi fa «oggetto» di particolari attenzioni e anche di recente: la scorsa settimana furono infatti gettati degli escrementi dietro l'altare. «Sono senza parole - ha dello il parroco - Un atto intimidatorio o un messaggio? Sinceramente non lo so, devo rifletterci». Il soprintendente Bruno Santi stigmatizza l'accaduto: «la situazione sociale intorno alle chiese è sempre più pesante. La basifica di Santo Spirito è chiusa, ora lo sfregio a San Donnino e la Curia non risponde alle lettere che le arrivano». Il clima non è proprio dei migliori. Ed è probabilmente in questo clima che è maturato il vandalismo contro una preziosa tela, che qualcuno ha irrimediabilmente danneggiato con del mastice per pelle, all'interno della chiesa di san Desinino, a Campi Bisenzio. Parrocchia di frontiera quella animata da don Giovanni Momigli, religioso da sempre in prima linea sui temi dell'integrazione. E proprio per questo motivo, negli scorsi anni, il religioso è stato «oggetto» di particolari attenzioni. Attenzioni che, la scorsa estate, sono nuovamente tornate d'attualità: ad alcuni suoi collaboratori sono state danneggiate le macchine. Il primo episodio, quello più eclatante, riguarda una tela attribuita a Cosimo Daddi, datata 1580 che si trova nell'ala destra della chiesa di San Donnino, a pochi passi dall'altare centrale. Qualcuno l'ha danneggiata con uno spruzzo di mastice per pelle. Il mastice per pelle, lanciato da una certa distanza (tanto che lo sgocciolamento ha sciupato due panche e mezzo metro (li pavimento) ha colpito la parte centrale della tela che raffigura la donazione dei pastori alla Natività di Gesù, restaurata nel 2000. Il danno è ingente. A scoprire il danneggiamento nella parrocchia di don Momigli è stato il viceparroco, ieri mattina; quando ha aperto la chiesa, il religioso, di nazionalità indiana, ha avvertito carabinieri e soprintendenza alle Belle arti che nel pomeriggio si è recata nella chiesa per prelevare l'opera d'arte. I militari hanno effettuato i sopralluoghi di rito, fotografando il quadro e cercando nelle vicinanze la bottiglia dell'acido usata dal vandalo. Ma è stato inutile. Unica cosa certa: nessun segno di effrazione. Una collaboratrice storica di don Momigli, Simona Cherubini di 39 anni, sentita a sommarie informazione, ha spiegato ai carabinieri della Compagnia di Signa e della Stazione di Campi Bisenzio, intervenuti sul posto, che il vandalo potrebbe essere entrato in azione in durante il pomeriggio di venerdì scorso in un orario ben preciso: dalle 17 alle 17.50, quando la chiesa è stata chiusa. Durante il pomeriggio, ha spiegato la donna ai militari, ci sono sempre stati fedeli in chiesa e fino alle 17 alcune impiegate, che hanno l'ufficio a due passi dall'altare centrale, non si sono accorte di nulla. Ma c'è di più, la scorsa settimana qualcuno ha defecato dietro l'altare. E anche questo è un particolare che non è sfuggito agli inquirenti. Quanto accaduto resta un giallo anche per don Momigli che spiega: «Sono senza parole. Si tratta di un atto vandalico oppure di un accanimento che non mi so spiegare. Un atto intimidatorio o un messaggio? Sinceramente non lo so: devo rifletterci». Sta di fatto che una decina di anni fa, quando don Momigli iniziò un difficile processo di integrazione (poi perfettamente riuscito), qualcuno cominciò a minacciarlo con alcune azioni: il buco del tabernacolo chiuso con della colla, un preservativo nel lezionario, una macchina messa di fronte all'ingresso della chiesa per sbarrare l'ingresso al luogo di culto. E, almeno fino a tre anni fa, lettere anonime indirizzate a don Giovanni, «reo» di portare avanti il messaggio di Dio. Chi sia stato a sfregiare il quadro, ultimo evento in ordine di tempo, è troppo presto per saperlo. I carabinieri lavorano su diverse ipotesi, che non escludono neppure la setta satanica. Le ipotesi più accreditate però sono due: un vandalo oppure un messaggio intimidatorio. Ma chi sia il «mittente» è difficile scoprirlo.