Dalla fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo nasce un patrimonio artistico di alcune decine di milioni di euro. Uno straordinario Museo va ad aggiungersi agli oltre 4mila censiti in Italia: è quello composto delle opere d'arte di Intesa Sanpaolo. 0ltre a un mastodontico numero di conti correnti (12 milioni di clienti), ciascuno ha infatti portato in dote un cospicuo patrimonio artistico così da costituire un unicum che se per assurdo fosse riversato sul mercato dell'arte, per certo desterebbe un indescrivibile clamore. Quante le opere? Difficile dirlo, anche se, riguardo a Intesa, si possono supporre 4-5mila esemplari. Le due raccolte derivano da scelte collezionistiche diverse, tuttavia sempre collegate alla storia e al mecenatismo delle diverse banche che le hanno formate. Sanpaolo e Intesa hanno un grande Caravaggio a testa: l'uno può contare su Le sette opere di Misericordia, l'altra ha a disposizione Il martirio di Sant'Orsola. Il primo possiede i beni legati alle vicende storiche della confraternita torinese Compagnia di San Paolo, lo splendido nucleo del Banco di Napoli (ora esposto a Palazzo Pignatelli), le opere acquisite da Ambroveneto, dalle Casse di Risparmio di Padova e Rovigo, da quelle di Venezia e del Friuli: accanto a opere di Fontana e Max Ernst, Balla e Boccioni, Carrà e Rosai, risalta il Ritratto di donna in rosso di Zandomeneghi. Intesa è forte relativamente al '700 veneto, all'8oo italiano, alle icone russe, alle ceramiche apule e attiche e alle monete antiche e fortissima nell'arte del '900. In "portafoglio" c'è un lunghissimo elenco di maestri italiani, in rappresentanza dei movimenti artistici più signifìcativi e una selezione di 1650 lavori tra tele, composizioni, statue, disegni, fotografie. Lucio Fontana è presente con una trentina di pezzi, Giò e Arnaldo Pomodoro con 8 sculture, Tancredi con 6 oli e tecniche miste. Tra tutti domina Boccioni, con Officine a Porta Romana, un dipinto che esprirne lo spirito nuovo della città che cambia", e con Le Tre Donne, del 1909-1910, opera tra le più riuscite del periodo prefuturista del maestro. Inondata dalla luce, vi sono raffigurate la madre, la sorella e forse "la Ines", con la quale il pittore aveva in quel periodo una difficile relazione. E non mancano gruppi scultorei di artisti emergenti cinesi e indiani. Quale valore attribuire, dal momento che nessuna voce di bilancio riporta questo dato? Fatima Terzo, responsabile del settore Beni Culturali di Intesa, non ipotizza cifre, perché «non si sono ancora definiti i programmi per le raccolte dei due Istituti», ma tra le righe si intende che si tratta di alcune decine di milioni di euro. Del resto, pur considerando che ogni opera d'arte fa storia a sé, come qualità i due Boccioni sono equiparabili, se non superiori, al Ritratto del Dottor Tian, dello stesso autore, nel 2006 venduto da Christie's a Milano per 1,2 milioni di euro. Ancora, Cavallo e Cavaliere un bronzo di Marino Marini provvisto di caratteristiche simili a quello conservato nella collezione, nel 2004 ha quotato a Londra, presso la Sotheby's, 1,8 milioni di sterline, mentre appena qual che giorno fa la casa d'asta ha aggiudicato sulle rive del Tamigi un Achrome del 1959 (cm. 100x7o, caolino su tela) di Piero Manzoni a 1,7 milioni di sterline: nella quadreria c'è una composizione, realizzata nel 1958, contraddistinta dalle medesime peculiarità.
Stima di opere inestimabili
La fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo ha creato un patrimonio artistico di decine di milioni di euro. Il nuovo museo, composto dalle opere d'arte delle due banche, contiene oltre 4.000 opere, tra tele, composizioni, statue e disegni. Le raccolte derivano da scelte collezionistiche diverse, ma sono collegate alla storia e al mecenatismo delle banche. Sanpaolo e Intesa hanno un grande Caravaggio, "Le sette opere di Misericordia" e "Il martirio di Sant'Orsola", rispettivamente. Il museo contiene anche opere di artisti italiani del '700, russi, apule e attici, nonché maestri del '900.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo