Quadri e statue sono stati impacchettati. Si lavora ad un allestimento moderno con uno scenografo esperto di cinema In gran segreto aperto il cantiere al museo del Risorgimento Il presidente Levra spera di completare i lavori un anno prima del termine del 2011 Tutto tace a Palazzo Carignano, ma gli operai sono già al lavoro. Le grandi tele risorgimentali sono state imballate e conservate nellAula del Parlamento Italiano, tra queste la "Battaglia di Torino del 1706" di J. Ignace Parrocel che apriva il percorso di visita. Gli oggetti, i reperti e i cimeli, dallorologio e datario fermi allultima seduta del Parlamento Subalpino al poncho di Garibaldi, sono stati ricoverati allultimo piano di Palazzo Carignano e nei sotterranei. E tutto impacchettato il Museo del Risorgimento, chiuso al pubblico da quasi un anno. Unoperazione avviata in gran segreto che ha sorpreso un po tutti. I lavori prevedono ladeguamento strutturale e impiantistico e un nuovo allestimentoe che si spera di completare nel 2010, un anno prima della scadenza del 2011. A foraggiare loperazione un ingente finanziamento da parte della Compagnia di San Paolo, che ha già corrisposto un milione e 300mila euro e altri erogherà per una prossima tranche. Ma fondi arrivano anche dal Ministero per i Beni culturali, che si è impegnato per una cifra complessiva di 3 milioni per la messa in sicurezza. E dalla Regione che partecipa con più di 500mila euro. Ma se gli interventi strutturali sono già stati affidati alla Maire Engineering (il presidente del museo professor Umberto Levra ritiene che per gli impianti si possa mettere la parola fine già la prossima estate) ancora molte incognite riguardano lallestimento. Si pensa a uno scenografo che affianchi limpresa e nello stesso tempo traduca visivamente, in forme adeguate e anche accattivanti, senza tralasciare le nuove tecnologie, il progetto del nuovo museo predisposto da un comitato cui sovrintende lo stesso Levra, ordinario di Storia del Risorgimento nellAteneo torinese. Tra gli intenti, quello di svecchiare lassetto tradizionale di un museo mai modificato dagli anni 60 del secolo scorso, finora basato su criteri piemontesi e dinastici, collegando il processo di unificazione italiana al contesto europeo di quegli anni. Nelle prossime settimane si saprà a quale scenografo la Compagnia di San Paolo affiderà, finanziandolo, uno studio di fattibilità da sottoporre poi al museo per lapprovazione. Cè grande riserbo sulla rosa dei nomi, di sicuro si sa che è stata scartata lipotesi di chiamare François Confino, perché già presente in città tra il Museo del Cinema e il nuovo Museo dellAuto. Tra i professionisti presi in considerazione il premio Oscar Dante Ferretti, tra i "candidati" giunti per visionare il museo cè anche Luigi Marchione, David di Donatello nel 2004 per la scenografia di "Cantando dietro i paraventi" di Ermanno Olmi. Sono 3mila i metri quadrati interessati dal nuovo allestimento che rammodernerà un museo aperto al pubblico dal 1908, collocato dapprima alla Mole Antonelliana e trasferito nellattuale sede, a Palazzo Carignano, nel 1938. In questo edificio ebbe sede dal 1848 la Camera dei deputati del Regno di Sardegna, dal 1861 il primo Parlamento italiano. Oltre alle sale del museo (erano una trentina nel precedente allestimento) sono inseriti nel percorso di visita laula del Parlamento Subalpino e quella del Parlamento italiano, terminata troppo tardi per essere utilizzata. E lampia sala affrescata da Francesco Gonin dove ora sono ricoverate le tele tolte dalle pareti e private delle cornici, in attesa di essere ricollocate nel nuovo allestimento. Alcune saranno anche oggetto di restauro. Del "vecchio" museo fanno parte anche la cella di Silvio Pellico allo Spielberg, fedelmente ricostruita, la camera di Carlo Alberto a Oporto, dove lex re morì esule, e lo studio di Cavour primo ministro, con luniforme da lui indossata al congresso di Parigi del 1856. Chissà che cosa rimarrà di queste memorie o come verranno presentate. Di sicuro sarà difficile fare a meno delle 106 tempere di Carlo Bossoli che narrano le battaglie della seconda guerra di indipendenza, mentre la sezione dedicata alla guerra di Liberazione intesa come "secondo Risorgimento", che un tempo concludeva la visita, è stata trasferita già da tempo al museo diffuso della Resistenza di corso Valdocco.
TORINO. I misteri di Palazzo Carignano
Il Museo del Risorgimento di Palazzo Carignano è stato chiuso al pubblico per lavori di restauro e ristrutturazione. Il presidente del museo, Levra, spera di completare i lavori entro il 2010, un anno prima della scadenza del 2011. L'operazione è stata finanziata con un ingente finanziamento dalla Compagnia di San Paolo, il Ministero per i Beni culturali e la Regione. I lavori prevedono un nuovo allestimento e un'opera di scenografia. Il museo sarà ristrutturato per 3.000 metri quadrati e sarà aperto al pubblico nuovamente. Le opere d'arte, tra cui le tele di J. Ignace Parrocel, sono state imballate e conservate nell'Aula del Parlamento Italiano.
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