E particolare attenzione verrà data agli interventi che miglioreranno l'accoglienza turistica e la vivibilità dei residenti, integrando ad esempio l'area archeologica con il tessuto urbano circostante o creando spazi verdi e infrastrutture pubbliche. Dopo 35 anni Ercolano si doterà di un rinnovato strumento, il Puc (piano urbanistico comunale) come previsto dalla legge regionale 16 del 2004. Il piano verrà realizzato dall'ufficio tecnico del Comune con la consulenza del centro interdipartimentale di programmazione urbana della facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. Nei giorni scorsi è stata approvata la convenzione tra amministrazione comunale e ateneo per consentire l'avvio degli studi e dei rilievi che porteranno alla redazione del piano di pianificazione urbanistica. Il consiglio comunale aveva approvato nel bilancio un appostamento di circa 300mila euro per la consulenza dell'università nella redazione del Puc con esperti che recepiranno le direttive dell'assise cittadina. Ad annunciare l'iniziativa è il sindaco di Ercolano, Nino Daniele. «Si tratta di uno studio necessario che permetterà di disegnare la Ercolano del futuro, con un confronto aperto tra esperti e amministratori comunali. Era d'obbligo, dopo oltre trent'anni, adeguare anche gli strumenti urbanistici alle nuove esigenze della città in termini di creazione di nuove infrastrutture, risanamento del centro storico e potenziamento dei servizi dell'area archeologica». Ma cosa cambierà? «Innanzitutto - chiarisce l'assessore alla Valorizzazione del territorio, Emma Buondonno - si delineeranno gli interventi da attuare nell'ottica sempre di rispondere al fabbisogno e alle esigenze della popolazione residente. Attualmente, ad esempio, in città mancano 800mila metri quadrati di spazi destinati ad attrezzature pubbliche, parchi verdi, centri sociali o asili nido, come previsto dagli standard urbanistici considerando che Ercolano conta oltre 53mila abitanti». Nel redigere il piano urbanistico si dovranno rispettare i vincoli paesaggistici dal momento che si tratta di un'area archeologica e protetta dal punto di vista ambientale, su cui insistono piani sovraordinati come quello del Parco Vesuvio, il piano territoriale paesistico, il piano territoriale di coordinamento provinciale o quello strategico operativo. «Per questo - prosegue la Buondonno - vanno individuate strategie e percorsi per coniugare le ragioni della difesa della natura e del patrimonio storico e artistico rappresentato dagli scavi, dalle ville vesuviane e dalle architetture rurali con le ragioni dello sviluppo turistico e del miglioramento della vivibilità». «Per l'area archeologica si mirerà a potenziare la fruizione degli scavi in termini di qualità e quantità, creando nuove infrastrutture sul fronte mare per ampliare le capacità ricettive dell'attrattore turistico. Attraverso schede progetto per l'integrazione di area archeologica e tessuto urbano, poi, si individueranno soluzioni per integrare via Mare e corso Resina con il cuore del sito archeologico. Sempre nella fascia costiera - conclude Buondonno - sarà riqualificato il tracciato ferroviario con fermate della metropolitana regionale, ci sarà la Circumvesuviana con il ripristino della stazione di Pugliano e i collegamenti pedonali meccanizzati. Questo e tutti gli altri interventi da attuare dovranno rispondere alle direttive del piano urbanistico comunale che ci apprestiamo a redigere».