il cataclisma orrendi fenomeni Il mare si ritirò poi si sollevò... la furia degli elementi cambiò il volto della terra città prostrate La terra avvertì bene la calamità scuotendo come un cavallo col cavaliere le città ROMA - Lo chiamano lEvento universale. Un terremoto seguito da tsunami che il 21 luglio del 365 d.C. avrebbe colpito lintero Mediterraneo, devastando o sommergendo grandi città del mondo antico. Alessandria, Cirene, Festos e Gortina a Creta, Paphos a Cipro, Eolie e Sicilia, Verona, la Spagna. Lo storico Ammiano Marcellino descrive con toni apocalittici distruzioni "in tutto il mondo". Fu insomma il colpo di grazia a un Impero romano agonizzante, a città afflitte da guerre e carestie. Dopo il cataclisma non si risollevarono più. Fu la vera, concreta fine del mondo antico. Ma accadde davvero? È mai possibile una catastrofe così immensa, dalla Palestina alle Colonne dErcole? Già da qualche tempo il dubbio regna tra i sismologi, convinti che non vi fu un solo grande evento ma diversi, anche se forse concentrati in pochi anni. Anni di continui cataclismi, che gli storici antichi e moderni hanno voluto far convergere in ununica data. Difficile trovare prove certe. Ma ora finalmente una prova cè. È un tesoretto di 259 monete di bronzo nascosto in una brocca, trovato dallarcheologo Mario Luni (Università di Urbino) sotto il crollo di unabitazione della città di Cirene. «Sono monete più antiche del 365, ma ridotte di peso e rimmesse in circolazione. È una pratica diffusa negli anni di svalutazione galoppante alla fine del IV secolo, dal 375-380 d.C. in poi» racconta Luni. Che presenterà la scoperta domani a Parigi in due conferenze al Louvre e alla Maison de lItalie. Il tesoro è stato trovato assieme a diversi oggetti di vita quotidiana. Non ci sono dubbi: fino ad allora a Cirene cera ancora vita, poi quasi più. La città crollò, uniformemente e simultaneamente. E molti allora vi lessero un segno del destino, la fine ineluttabile della città roccaforte del paganesimo in un mondo oramai cristiano. Finora gli archeologi, grazie a iscrizioni e a monete del 364 d.C., avevano assimilato questa fine al fatidico "evento universale" del 365. Ma la nuova scoperta prova che non fu così, e che l"evento" non fu unico ma distribuito nel tempo, forse fino alle soglie delleffettivo crollo politico dellImpero romano: la divisione tra Oriente e Occidente del 395 d.C. Ma cosè accaduto realmente nel 365? «Un terremoto fortissimo con epicentro al largo di Creta, dovuto alla subduzione della placca africana sotto quella egea, cioè luna che scivola sotto laltra» spiega Paolo Galli sismologo della Protezione Civile. «Ha provocato il sollevamento della costa occidentale di Creta di 9 metri, ha distrutto le città dellisola. E ha dato vita a uno tsunami che ha raggiunto le coste del Peloponneso, della Sicilia, dellEgitto. Esattamente comè accaduto in Indonesia due anni fa». Con lepica distruzione di Alessandria che ha visto le acque inghiottire il palazzo di Cleopatra. «Tutti gli altri furono eventi separati», continua Galli. «Per esempio, da sempre si dice che levento del 365 colpì anche la Sicilia e le Eolie. In realtà ho verificato che il terremoto, che colpì davvero duramente Calabria e Sicilia, ebbe come epicentro la piana di Gioia Tauro, come il suo catastrofico gemello del 1783». Terremoti analoghi hanno colpito in quegli anni anche Cipro, la Grecia, la Turchia, la Palestina. Tutti diversi ma assimilati al grande evento dagli storici cristiani che lhanno interpretato come segno tangibile del crollo dellantico mondo pagano. Lavvenimento simbolo di unepoca. Crearono un mito. Oggi larcheologia sta portando alla luce città crollate al suolo come Cirene e Kourion, o sprofondate come Alessandria. E poi muri e colonne crollati sopra scheletri di malcapitate vittime. Scene crude, raccapriccianti, "pompeiane". Accadde in più momenti ma fu davvero la fine di unepoca. Dopo di allora, i templi pagani non risorsero più.