LA REGIONE torna a chiedere più autonomia sui beni culturali, rifacendosi a quanto previsto dalla riforma del titolo V della Costituzione. Ieri il presidente Claudio Martini e l'assessore alla cultura Martella Zoppi hanno presentato una proposta di legge, approvata in giunta, che prevede piena autonomia della Regione per quanto riguarda le funzioni legislative, la programmazione degli interventi, la gestione delle risorse finanziarie e del sistema informativo regionale. Allo Stato rimarrebbe il compito di garantire l'unitarietà del patrimonio culturale nazionale e ogni decisione sui criteri di conservazione, degli standard, della sicurezza e dei rapporti internazionali. «L'idea è quella dì costruire spiega Martini un sistema integrato che veda sullo stesso piano Stato, Regione e Soprintendenza. Gli enti locali avranno un ruolo centrale nell'autonomia, a loro sarà riservata la valorizzazione e la gestione dei beni culturali». La Toscana è la prima regione a proporre una richiesta di autonomia speciale. Secondo il progetto i beni dello Stato, tra i quali i 65 musei, compresi gli Uffìzi, passerebbero sotto la tutela della Regione. Dal trasferimento sono esclusi L'Opificio delle pietre dure e la Biblioteca nazionale. Il personale delle soprintendenze, cìrca 2.600 unità, entrerà a far parte dell'«Agenzia regionale per i beni culturali», che avrà lo scopo di raccordare le Soprintendenze sparse sul territorio. «La Soprintendenza deve essere indipendente sia dalla Regione che dal ministero - dice l'assessore Zoppi - e dialogare sempre più con Regione ed enti locali, eliminando l'insindacabilità del Soprintendente su alcuni provvedimenti».