Associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, in manette l'imprenditore Alberico Cetti Serbelloni: la Guardia di finanza ha scoperto un vorticoso giro di società che avrebbe consentito una frode all'Erario da un miliardo di euro. Il tutto grazie all'evasione dell'Iva. Erede di una nobile casata milanese (Palazzo Serbelloni, sede del circolo della Stampa), l'imprenditore, 50 anni, ha costituito una gruppo di società attraverso le quali vendeva password per accedere via Internet a un archivio che raccoglie dati, analisi di mercato e immagini di 800 mila opere d'arte vendute all'asta dalle più importanti case mondiali. Un vorticoso giro di società avrebbe consentito una frode all'Erario da un miliardo di euro grazie all'evasione dell'Iva: è il «carosello» scoperto dalla Guardia di Finanza di Milano che ieri è costato il carcere all'imprenditore Alberico Cetti Serbelloni, arrestato per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale in un'inchiesta nella quale sono indagate altre cinque persone. Erede di una nobile casata milanese (Palazzo Serbelloni, sede del circolo della stampa, è all'angolo tra Corso Venezia e via San Damiano), Alberico Cetti Serbelloni, 50 anni, ha costituito una serie società attraverso le quali vendeva password per accedere via internet a un archivio che raccoglie dati, analisi di mercato e immagini di 800 mila opere d'arte vendute all'asta dalle più importanti case mondiali dal 1985. Un servizio utilizzato da istituzioni finanziarie, grandi e piccoli collezionisti, professionisti che operano nel mondo dell' arte e che ha portato il gruppo di Cetti Serbelloni a diventare leader mondiale del settore con clienti come Bloomberg o Axa, e convenzioni con il Ministero dei Beni Culturali, quest'ultima per la catalogazione delle opere. Cetti Serbelloni è stato arrestato perché avrebbe duplicato un meccanismo che era già al centro di un'altra inchiesta la quale, cominciata nel 2002, aveva portato al sequestro di un golf club a Marina di Pietrasanta ed è già arrivata all'udienza preliminare. Dalle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, dirette dal pm Giulia Perrotti, è emerso un giro di società tra Italia, Svizzera, Danimarca, Lussemburgo e Stati Uniti amministrate da «teste di legno» nella mani di Serbelloni. Delle vere e proprie «cartiere» che, attraverso false fatturazioni per milioni di euro, si vendevano e rivendevano l'archivio. Secondo il gip Alessandra Cerreti, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare, le vendite, pagate attraverso «cessione di crediti», «avvenivano secondo un ordine sequenziale e temporale ben determinato che formava un vero e proprio circuito di fatturazioni a cascata per ottenere indebiti vantaggi economici derivanti dall'evasione dell'Iva». Il sistema partiva dalle società svizzere Athena Multimedia e Cybermonde che «facevano capo a Cetti Serbelloni», proprietarie dell'archivio informatico. Il database viene venduto in Italia alla International Produzioni aventino e alla Wep che lo cedono alla Gabrius spa, altra società di Cetti Serbelloni. Il prezioso contenitore finisce per «riaffluire nuovamente, tramite società filtro italiane, alla Athena e alla Cybermonde».
Frode per un miliardo di euro: arrestato Serbelloni
La Guardia di Finanza ha arrestato Alberico Cetti Serbelloni, 50 anni, imprenditore milanese, per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale. Serbelloni è stato accusato di aver costituito un giro di società per vendere password per accedere a un archivio che raccoglie dati e immagini di opere d'arte vendute all'asta. Il giro di società avrebbe consentito una frode all'Erario da un miliardo di euro grazie all'evasione dell'Iva. Serbelloni è stato arrestato insieme a cinque altre persone indagate nell'inchiesta. Il sistema di fatturazioni a cascata utilizzato da Serbelloni ha coinvolto società in Svizzera, Danimarca, Lussemburgo e Stati Uniti.
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