I beni culturali della Campania passano dallo Stato alla Regione. È questo il senso della visita del ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli ieri alla Certosa di Padula. «Sono venuto qui per testimoniare la volontà di lavorare in sinergia con la Regione. Tra breve firmeremo un accordo di programma, abbiamo già definito con il governatore Bassolino tutti i dettagli tecnici». Tra i beneficiati, il primo luogo monumentale della visita del vicepremier: Padula, dove diventerà realtà il museo "Co.re". Questo è il nome pensato da Achille Bonito Oliva, il critico curatore della manifestazione che per quattro anni ha animato la Certosa di Padula, "Le Opere e i Giorni", per il nuovo spazio museale. Il ministro ha apprezzato la contaminazione tra antico e moderno. «È uno dei luoghi più belli del Mezzogiorno - ha detto - e le mostre di arte contemporanea curate da Bonito Oliva hanno rappresentato un momento importante. Cè da dire che se tutto ciò è stato possibile è anche perché il critico ha trovato terreno fertile nelle istituzioni: Regione, Provincia di Salerno e Comune di Padula». Infatti la soprintendenza di Salerno, che non ha sufficienti custodi, ha da poco deciso di instaurare un giorno di chiusura della Certosa, con le proteste del Comune e degli abitanti. Il vicepremier in mattinata era stato in visita al santuario di Pompei, mantenendo una promessa fatta al vescovo Carlo Liberati quando il prelato era andato a Roma dal Papa e poi a Montecitorio. Scopo dellincontro, limpegno del governo a sostenere il restauro del luogo di devozione. Per scherzare, a Roma il vescovo di Pompei aveva detto a Rutelli: «Se ci aiuta, le faccio erigere una lapide per ringraziarla». In viaggio verso Padula, sulla A3 il ministro ha constatato di persona le difficoltà dei collegamenti: «Anchio ho subito i disagi della Salerno-Reggio Calabria, è un grave handicap per lo sviluppo della provincia di Salerno. Lapertura dellaeroporto di Pontecagnano sarà unutile occasione per risolvere il gap delle vie di comunicazione». A Padula Rutelli invece ha apprezzato la collezione di circa 120 opere di artisti contemporanei ospitate nelle 25 celle dei certosini e nei giardini, oltre alle attuazioni dei progetti paesaggistici di "Hortus artis" nel verde delle celle e nel "desertum". La necessità di rendere visibili costantemente i lavori lasciati dagli artisti nelle varie edizioni di "Le Opere e i Giorni", è molto sentita anche in Comune. «Si richiede uno sforzo ulteriore - afferma Bonito Oliva - che non può essere legato a gesti di entusiamo o spontaneità culturale e organizzato con personale adatto alla sorveglianza. Io non vorrei che la Certosa diventasse bulimica, troppe opere dentro, nemmeno che sia anoressica chiusa su se stessa, il mio auspicio è che tutto si stabilizzi e ci sia una buona manutenzione con lassistenza di restauratori di arte contemporanea. Io sarò volentieri il tutor di questo museo».