I carabinieri del Tpc hanno denunciato tre persone. La Sovrintendenza ha bloccato i lavori. Da un cantiere edile che si trova nella zona di Careggi è emerso un acquedotto di epoca romana. Lo hanno scoperto nei giorni scorsi, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale - diretti dal generale Giovanni Nistri - e i funzionari della Soprintendenza archeologica. A seguito della verifica tre persone sono state denunciate a piede libero: si ipotizzano i reati di distruzione e omessa denuncia di rinvenimento di materiale ideologico. Dopo aver accertato che il reperto archeologico era stato danneggiato, sono stati gli stessi soprintendenti a intimare l'immediata sospensione dei lavori. Sospensione che è stata intimata in attesa del relativo provvedimento che sarà preso dal soprintendente in persona. La buona notizia viaggia di pari passo con quella cattiva. La notizia buona è che nei giorni scorsi, durante alcuni lavori di scavo, sono venute alla luce alcune parti di un acquedotto dell'epoca romana. La cattiva notizia è che - proprio «grazie» a quei lavori - parte di quell'acquedotto risulta danneggiato. E' una storia veramente curiosa, quella accaduta qualche giorno fa nella zona di Careggi: è infatti bastato un controllo congiunto da parte dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale e dei funzionari della Soprintendenza archeologica perché fosse scoperto questo vero e proprio scempio. A seguito della verifica, infatti, tre persone sono state denunciate a piede libero dagli investigatori dell'Arma, diretti dal generale di brigata Giovanni Nistri, comandante del Tpc. Si ipotizzano reati pesanti: distruzione e omessa denuncia di rinvenimento di materiale ideologico. Ipotesi investigative che devono far riflettere anche da un punto di vista culturale. Tutto è nato per caso. Se per caso si intendono, ovviamente, i controlli disposti dal Comando carabinieri tutela patrimonio culturale e dalla continua attenzione che la Soprintendenza rivolge a qualsiasi «sito» considerato di qualche valore artistico. E cosi nei giorni scorsi carabinieri e funzionari della Soprintendenza si sono recati in via delle Gore, al numero 27, scoprendo appunto che durante alcuni lavori era venuto alla luce un acquedotto dell'epoca romana. Dopo aver accertato che il reperto archeologico era stato danneggiato, sono stati gli stessi soprintendenti a intimare l'immediata sospensione dei lavori. Sospensione che è stata intimata in attesa del relativo provvedimento che sarà preso dal soprintendente in persona. Sul registro degli indagati sono finiti tre uomini, che in qualche modo rivestono un ruolo ben preciso all'interno di una società appaltatrice, che ha sede a Siena. Risultano iscritti sul registro degli indagati F. J., senese di 49 anni, responsabile dei lavori della ditta C. B., pratese di 53 anni, amministratore della società; e infine A. B., viareggino di 47 anni, anche lui amministratore della società. Non ha invece valore, in termini monetari, il presunto danneggiamento del materiale archeologico. Il nuovo insediamento residenziale, secondo quanto accertato dai militari, doveva essere realizzato alle pendici collinari della zona di Cercina su un terreno della superficie di circa mq 2400 il lotto in questione, di forma triangolare, si trova sul retro della zona ospedaliera di Careggi ed è delimitato da via delle Gore e via Grifeo.