Profondo rosso per il bilancio 2005, il 2006 chiuderà con un «buco» di almeno 3 milioni. L'imprenditore francese si è assunto per ora tutti gli oneri senza pesare sulla quota del Casinò. Un dissesto che arriva da lontano con la Fiat che aveva perso 20 milioni negli ultimi tre anni VENEZIA. Palazzo Grassi «macchina» divoratrice di soldi, dalla gestione Fiat a quella attuale di François Pinault. Per fare fronte ai costi ingenti del centro espositivo di San Samuele rispetto ai ricavi modesti che produce, il nuovo proprietario francese ha già dovuto mettere mano al portafogli ricapitalizzando la società. Nel giugno scorso l'assemblea dei soci con la società Artis del magnate francese che possiede l'80 delle quote e il Comune, attraverso il Casinò, che detiene il restante 20 ha approvato la ricostituzione del capitale sociale di 4 milioni e 575 mila euro, «eroso» dai costi dell'attività e dal passivo ereditato dall'anno precedente. Il bilancio 2005 l'anno di passaggio tra la fine della gestione Fiat, con la «coda» della mostra di Salvador Dalì e la lunga chiusura di Palazzo Grassi prima dell'arrivo del finanziere e collezionista transalpino si era chiuso infatti con una perdita di circa un milione e 363 mila euro. Un passivo che la nuova gestione aveva deciso di non azzerare, riportandolo all'anno successivo. A giugno, però, sotto il peso dei nuovi costi di gestione nonostante sia puntato sulle opere della collezione Pinault, limitando il peso economico di prestiti e assicurazioni delle opere altrui è emersa la necessità di ricostituire il capitale della società, con l'imprenditore che, sotto forma di prestito, ha deciso di assumere interamente gli oneri economici, «salvando» il Casinò da qualsiasi esborso. Il bilancio consuntivo 2006 della Palazzo Grassi spa non è ancora approvato lo sarà, probabilmente entro marzo o aprile ma la crescita del passivo della società appare certo, con un «rosso» che non sarà inferiore ai 3 milioni di euro. Al Casinò, in questo caso, il compito di ripianare il 5 per cento delle perdite, ma è possibile che Pinault che non ha problemi di liquidità decida anche questa volta di coprire la parte dovuta dalla casa da gioco. Possibile anche una nuova ricapitalizzazione della società. Un quadro tutt'altro che esaltante sotto il profilo finanziario, ma che ha radici lontane e che risiede, evidentemente, nella difficoltà di trasformare una casa delle mostre anche quando sono prestigiose e visitatissime come Palazzo Grassi, in un'azienda capace di avere bilanci in pareggio. A testimoniarlo ecco i dati, desolanti, degli ultimi tre anni di bilanci dal 2002 al 2004 di Palazzo Grassi sotto la gestione Fiat. Un triennio in cui Palazzo Grassi è stato capace di perdere oltre 20 milioni di euro, tanto da rendere economicamente conveniente la sua chiusura. Dal 2004 al 2005, quando il centro espositivo resta praticamente sempre fermo, i costi diminuiscono di 5 milioni di euro, contro una perdita di ricavi di appena un milione e mezzo di euro. Robusto il taglio sul personale proprio per ridurre i costi perseguito dalla nuova gestione, con i dipendenti che sono scesi dai 49 degli anni della Fiat ai 14 attuali. Importante anche l'investimento compiuto sulla ristrutturazione in chiave minimalista di Palazzo Grassi, affidata al grande architetto giapponese Tadao Ando. L'intervento, dicono i dati del bilancio 2005, è costato circa 4 milioni di euro. La presentazione del consuntivo 2006 il primo vero anno di gestione Pinault sarà anche per il Casinò l'occasione di una prima verifica seria della situazione. In rappresentanza della casa da gioco c'è un consigliere prestigioso come l'attuale presidente della Telecom (oltre che raffinato collezionista d'arte) Guido Rossi, che però, proprio per i suoi pressanti impegni, non sempre ha potuto svolgere in pieno la sua funzione. Finora il magnate francese si è comportato in modo impeccabile, facendo fronte praticamente da solo alle necessità economiche di Palazzo Grassi. Ma non è detto che sia sempre così e che anche il Casinò non sia chiamato a fare la sua parte.
Palazzo Grassi, una macchina mangiasoldi
Il bilancio 2005 di Palazzo Grassi spa, gestito dalla Fiat, si è chiuso con una perdita di circa un milione e 363 mila euro. Il passivo è stato mantenuto e non azzerato, e la nuova gestione, guidata da François Pinault, ha deciso di ricostituire il capitale sociale con un prestito di 4 milioni e 575 mila euro. Il Casinò, che detiene il 20% delle quote, ha contribuito con il 5% delle perdite. La gestione Pinault ha già dovuto mettere mano al portafogli, ricapitalizzando la società. Il bilancio 2006 non è ancora approvato, ma si prevede un rosso di almeno 3 milioni di euro.
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