Gli Uffizi cercano sponsor in America. Il 20 marzo a Palm Beach, in Florida, partirà un inedito "road show" con il quale l'associazione "Amici degli Uffizi" vuol presentare ai potenziali sostenitori d'Oltreoceano la filiazione statunitense "Friends of the Uffizi Gallery", con già un centinaio di iscritti, fondazioni ma anche un'importante banca d'affari come la Northern trust di Chicago. «E' un primo passo, cui ne seguiranno altri, perché gli americani hanno dimostrato e stanno confermando grande attenzione e interesse verso la città di Firenze, in particolare nei confronti degli Uffizi», spiega Maria Vittoria Rimbotti, presidente delle due associazioni che, ovviamente, non hanno scopo di lucro e come unico obiettivo perseguono quello di contribuire al finanziamento di restauri e servizi in favore del museo più antico del mondo (tra cui la gestione del Welcome desk insieme all'Apt). La filiale Usa degli "Amici degli Uffizi' parte con una dote d'investimenti già stanziati (14 interventi per un valore di circa 160mila euro) e soprattutto con il riconoscimento dello status di public charity, che consentirà di applicare il meccanismo della defiscalizzazione per i donatori, prevista negli Stati Uniti e «purtroppo non ancora nel nostro Paese», come sottolinea Rimbotti, che nella trasferta americana sarà accompagnata da Patrizia Asproni (presidente di Confcultura e consigliere dell'Associazione) e da Emanuele Guerra, avvocato e segretario degli "Amici degli Uffizi" che contribuì a fondare i anni fa. È la prima volta che un museo italiano va all'estero a cercare finanziamenti e sponsor. «Si tratta di un'iniziativa che ci fa ben sperare per il futuro, vista la cronica carenza di mezzi che lamentiamo», commenta Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi. «L'Associazione degli Amici, poi, ci supporta da anni e in alcuni interventi è stata determinante», aggiunge. Con più di 10mila soci e un budget annuale di circa 600mila euro (interamente dedicato agli Uffizi, non avendo costi di personale, tutto volontario), l'Ente guidato da Maria Vittoria Rimbotti punta ora a internazionalizzarsi. Dagli sponsor italiani della prima ora (Fondiaria, Ente Cassa Firenze e Bonechi editore) ai grandi fondi americani.