MILANO. Più che una boccata d'ossigeno potrebbe essere finalmente una prospettiva di tempi migliori per le fondazioni lirico-sinfoniche e lo spettacolo dal vivo in generale. Ieri il Comitato per i problemi dello spettacolo ha dato via libera all'unanimità alla ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) per il 2007. In tutto 441,3 milioni di euro contro i 377,3 dell'anno scorso, il 17 in più. Di questi, 211 milioni sono destinati alle fondazioni, 62 alle attività musicali, 7,7 alla danza e 73,5 ai teatri di prosa. Altri 79 milioni andranno al cinema e 6,7 alle attività circensi. Di queste risorse 398 milioni sono disponibili e spendibili subito, precisa il ministero del Beni culturali, gli altri 43,2 saranno sbloccati nel giro di pochi mesi. Per l'anno prossimo, secondo le indicazioni emerse oggi nell'incontro cui ha partecipato anche il ministro Francesco Rutelli, sono previsti 486,8 milioni (quelli indicati dal precedente Governo erano 294) e 543,8 per 112008. A tutto questo si aggiungono, stanziati per quest'anno, altri 20 milioni «a favore di interventi a sostegno di istituzioni, grandi eventi di carattere culturale, nonchè ulteriori esigenze, del settore dello spettacolo», come precisa il ministero. Che a sua volta potrà disporre ancora di 20 milioni per sostenere interventi in materia di attività culturali svolte sul territorio con accordi di cofinanziamento tra Stato ed enti locali. E a questo riguardo, 25gennaio scorso è stato firmato un patto tra ministero, conferenza delle Regioni, Upi e Anci per stabilire i criteri con cui individuare i progetti da cofinanziare (che saranno valutati tecnicamente e poi approvati con decreto ministeriale). Ma ci sono anche i fondi del gioco del lotto: 25 milioni destinati a questo settore nel 2007 che serviranno prima di tutto a far fronte alle esigenze di enti come la Fondazione Petruzzelli, l'Ente teatrale italiano, Cinecittà Holding e così via. L'aumento delle risorse non esaurisce però la strategia del Governo. «il nostro obiettivo sottolinea Elena Montecchi, sottosegretario con delega per lo spettacolo dal vivo è quello di fare un investimento sulle fondazioni lirico-sinfoniche, che consideriamo una risorsa per il Paese. Sapendo però che ci sono dei punti problematici, che va affrontata la questione della danza, oggi un po' trascurata, e che le vecchie regole non sono più sufficienti». La bozza di una nuova legge di riforma dello spettacolo è sostanzialmente pronta, l'intelaiatura c'è. Da marzo si comincerà a discuterne. «Prima di presentarla in consiglio dei ministri vogliamo fare un dibattito strategico con tutte le componenti del settore, da quelle professionali e quelle istituzionali» precisa Elena Montecchi. E aggiunge: «Sarà una discussione aperta, ampia sulle prospettive dello spettacolo nel nostro Paese». I primi incontri, intanto, sono cominciati: mercoledì è stata la volta dei sovrintendenti, poi dei sindacati. Ieri del Comitato. Ma il cammino è solo avviato. Rutelli non si fa illusioni: «I consensi - ha detto sono effimeri, vanno guadagnati giorno per giorno».