Nome, «Terzocchio». Sottotitolo: trimestrale di arte e cultura. «Ma - parola di direttore - una cosa vi possiamo promettere, da subito: non sarà la solita rivista di mostre e mostrine, più o meno promozionate. Abbiamo infatti deciso di occuparci soltanto di quelle che si svolgano in spazi pubblici e di fondazioni culturali». Così, ieri, Vittorio Emiliani: giornalista di lungo corso, già direttore del Messaggero e consigliere di amministrazione Rai, presidente del Comitato per la Bellezza, e ora direttore della rinata rivista «Terzocchio», il cui numero uno è stato presentato nel pomeriggio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio dal sindaco Walter Veltroni, dalla soprintendente alla Galleria nazionale d'arte moderna Vittoria Marini Garelli, dall'assessore alla Cultura Silvio Di Francia, dal vicedirettore della testata Gabriele Simongini oltre che dallo stesso Emiliani. Arte e cultura, moderne e contemporanee innanzitutto. Comprendendo fumetto, fotografia, scenografia, design, pubblicità. Ma «Terzocchio», come è stato spiegato ieri e come si evince sfogliando il numero già uscito, allarga i propri interessi ai beni culturali, architettonici e paesaggistici con un occhio particolare ai problemi relativi alla tutela e al decoro. Per fare questo, Emiliani ha puntato su un paio di generi giornalistici, non proprio anomali ma neanche così diffusi nei periodici culturali: l'inchiesta e la polemica: «L'inchiesta innanzitutto -scrive nell'editoriale d'esordio il direttore -, in ogni numero ve ne sarà almeno una, e poi una sana polemica, non personalistica... una polemica che sgonfi conformismi e acquiescenze». L'inchiesta, per ora, in questo primo numero, concerne . l'applicazione (nel corso dei decenni via via sempre più scarsa) di uno storico e importante provvedimento legislativo,. quella legge del 2 per cento voluta nel 1942 dall'allora ministro e gerarca Giuseppe Bottai. Mentre la polemica si rintraccia soprattutto nell'intervento a firma Antonio Pinelli dedicato al dilagante fenomeno del «mostrificio» (troppe le mostre inutili) e in quello dello stesso Emiliani intitolato «Dietro i cartelloni città nascoste e violate». La rivista, che vuole intercettare anche un pubblico giovane e non specialistico, contiene inoltre un omaggio all'artista scomparso Ugo Attardi, amico e sodale dell'editore della testata (il gallerista Carlo Ciccarelli), finestre sulle principali metropoli del mondo, inediti e analisi di mercato.