ROMA Ci vuole curiosità e soprattutto accettazione del diverso da noi per arricchire veramente la propria cultura. Lo ha spiegato con straordinaria semplicità e chiarezza ieri pomeriggio Paolo Matthiae, il grande archeologo «scopritore» di Ebla, al convegno «Arte e patrimonio culturale-identità e dialogo tra i popoli, educazione dei giovani, ruolo delle banche e delle imprese nella conservazione dei beni culturali» organizzato nel romano palazzo Altieri dalla sezione laziale dell'Adsi, l'Associazione dei proprietari di dimore storiche. In sala anche Clio Napolitano. Matthiae ha ricordato che l'errore ricorrente di chi guarda alle scoperte archeologiche («cercare una anticipazione imperfetta di ciò che consociamo oggi») impedisce di «riconoscere e rispettare l'identità altrui e di favorire così il dialogo tra culture». I lavori (moderati da Louis Godart, consigliere per la conservazione del patrimonio artistico del Quirinale e conclusi dall'avvocato Carlotta Calabresi) sono stati aperti da Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, presidente dell'Adsi laziale, che ha difeso il diritto-dovere dei proprietari di dimore storiche di «curarle e restaurarle così come avviene nel resto del mondo perché si tratta di beni non solo nostri ma che fanno parte integrante del patrimonio culturale comune di tutti gli italiani. Però noi proprietari dobbiamo difenderci dalle lungaggini e dalle piccole demagogie». Barbara Hoffman, avvocatessa di New York esperta in diritto dei Beni culturali, ha affrontato il complesso tema dei rapporti tra i Paesi spesso depredati dei propri beni (per esempio l'Italia, vittima dei «tombaroli») e coloro che li acquistano e li espongono, in particolare gli Usa. Tullio Scovazzi, docente di diritto internazionale alla Bicocca di Milano, ha illustrato il ruolo dell'Unesco nella salvaguardia del patrimonio mondiale. Francesco Francioni, docente di diritto internazionale e diritti umani a Firenze ha polemizzato con chi nega l'utilità di una legislazione internazionale per la tutela dei beni culturali in tempo di guerra («non può vincere sempre l'ideologia del mercato»). Il direttore generale della Rai Claudio Cappon ha affrontato il tema dell'impegno della tv pubblica nella valorizzazione del patrimonio nazionale. L'amministratore delegato della Banca Finnat Euramerica Giampietro Nattino e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma Emmanuele Emanuele hanno discusso del ruolo economico-culturale delle banche. P. Co.
I restauri delle dimore storiche sono un diritto
Ieri pomeriggio, al convegno "Arte e patrimonio culturale-identità e dialogo tra i popoli, educazione dei giovani, ruolo delle banche e delle imprese nella conservazione dei beni culturali", Paolo Matthiae ha sottolineato l'importanza dell'accettazione del diverso per arricchire la propria cultura. Ha ricordato che l'errore di cercare una anticipazione imperfetta di ciò che consociamo oggi impedisce di riconoscere e rispettare l'identità altrui e di favorire il dialogo tra culture. Matthiae ha anche sottolineato che i beni culturali non sono solo di proprietà dei singoli, ma fanno parte integrante del patrimonio culturale comune di tutti gli italiani.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo