"Larchitettura è leggerezza": così Renzo Piano mentre alle sue spalle scorrono le immagini del Beaubourg a Parigi, dellaeroporto di Osaka in Giappone, del Museo Paul Klee in Svizzera, della Potsdamer Plaz a Berlino, del Centro Culturale di arte Kanaka in Nuova Caledonia. Larchitettura, il mestiere più antico del mondo che nasce quando il primo uomo si costruisce con la pietra e con le canne il primo rudimentale riparo, è prima di tutto leggerezza. Deve resistere ai monsoni, ai terremoti, al tempo, alla forza di gravità. Renzo Piano è tornato mercoledì sera allAuditorium che porta la sua firma per spiegare «cosè larchitettura». Sullo schermo, che nella precedente lezione dedicata alla politica aveva ospitato le immagini di Luther King, di Kennedy, di Gandhi, di Mandela scorrevano ieri sera le immagini delle costruzioni inventate da Renzo Piano. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, autore della prima lezione, quella sulla politica, questa volta stava in platea con Gianni Borgna, Goffredo Bettini e Carlo Fuortes. Il pubblico attento e commosso solo alla fine è esploso in un lungo straordinario applauso che aveva il sapore di un abbraccio nei confronti di quel distinto signore dalla dolce cadenza genovese che per due ore ci aveva incantato parlando del suo mestiere.. La prima immagine che appare sullo schermo alle spalle di Piano è quella di un ignoto cantiere. Sulla massicciata un gruppo di uomini in camicia, con le maniche rimboccate. "Quello è mio padre" racconta Renzo Piano. "Era costruttore, come mio nonno, i miei zii, mio fratello. Quando è stata scattata questa fotografia io avrò avuto otto o nove anni. Più tardi, quando dissi a mio padre che volevo fare larchitetto, lui mi rispose: perché larchitetto? Piuttosto fai anche tu il costruttore". In verità, anche il figlio, grande architetto, ha seguito in qualche misura le orme del padre. Renzo Piano ama la materia, la pietra il legno lacciaio. Dietro, o meglio dentro la leggerezza delle sue invenzioni, cè la materia dura che larchitetto sceglie, piega, torce a volontà. Niente di più divertente e leggero di quello straordinario giocattolo che è il Beaubourg, nel quale sono passati non so più quanti milioni di persone in questi trentanni. Ma per costruire quel giocattolo il giovane Renzo Piano aveva bisogno di travi di acciaio lunghe 50 metri che lindustria siderurgica francese non era in grado di fornire. Ci volle lintervento di Pompidou che consentì ci si rivolgesse ai tedeschi. E quelle travi arrivarono di notte e di notte vennero montate là dove una volta, a Parigi, cerano i Mercati generali. Ma anche le elegantissime capanne che ospitano le manifestazioni di arte kanaca in Nuova Caledonia, così leggere da respirare con il vento, reggono su strutture e materiali voluti dal figlio e nipote dei costruttori che abbiamo visto in quella prima fotografia che risale allepoca in cui il nostro Renzo Piano era poco più che un bambino. "Larchitettura è leggerezza". Come sono leggere le tre astronavi dargento che un giorno si sono posate, per volontà di Renzo Piano, sull lAuditorium di Roma.