Un edificio di ventidue piani da cui qualcuno potrà addirittura guardare negli occhi chi passeggerà lungo lacquedotto storico UNA TORRE dal cui attico guardare negli occhi, più o meno, chi se ne va a passeggiare lungo lAcquedotto Storico appena recuperato. Una torre di cui a Molassana conoscono limpatto - 170 appartamenti su ventidue piani, unottantina di metri compresi i parcheggi - ma non il profilo, perché nelle carte presentate nei giorni scorsi al consiglio di circoscrizione della Valbisagno per un parere consultivo, lo skyline ancora non cè, e sugli schemi generali cè una sorta di ovale a rappresentarne le fondamenta, affacciate, guarda un po, sulle casettine di inizio Novecento che ancora ricordano quando questa zona di Genova era campagna e stop. Ma ci sono, invece, disegni e numeri che stanno allarmando lintera Valbisagno: al posto della Boero Colori di via Molassana (destinata a trasferirsi entro un paio danni nel nuovo stabilimento di Rivalta Scrivia) una lottizzazione che secondo lo schema di assetto urbanistico, prevede quasi 21 mila metri quadrati di nuove costruzioni, di cui 17.595 di nuove residenze, 3276 di attività commerciali e 2700 metri quadri di servizi pubblici, il tutto intorno ad unarea verde e ad una piazza, designata già come il "Nuovo centro" di Molassana, vasta oltre diecimila metri quadri a ridosso del torrente Geirato. Nei servizi per il quartiere il progetto - firmato dallo studio darchitettura Grp-Pellegrino per i costruttori del gruppo Garaventa e per la stessa Boero Bartolomeo Spa, proprietaria dellarea - ci sono una bibliotecamediateca per il quartiere e un auditorium che si affacciano su un giardino pensile esterno realizzato sulla copertura del centro commerciale. «Ma guarda un po, i servizi al quartiere sono quelli che si stanno aspettando da decenni e che il Comune aveva previsto proprio nellarea fronteggiante di via dellOlmo, al posto dellex cinema Nazionale - ironizza Giordano Bruschi, ora portavoce del Comitato Ambiente della Valbisagno e voce storica della vallata - Non sarà che lamministrazione verrà "compensata" con i servizi, evitando di spendere soldi suoi, e la lottizzazione avrà unapprovazione velocissima?». Bruschi sarà anche diffidente, ma di certo cè che il progetto della torre da ventidue piani (anche se nello schema di Sau si definisce "ubicata nella posizione che determina la minor compromissione ambientale nei confronti delle costruzioni esistenti, orientata dalla scelta della minor esposizione a nord"), proprio non sembra giustificato dalle necessità, anche perché lo schema di assetto urbanistico non si ferma ai 170 appartamenti in verticale, ma ne comprende un bel totale tondo di trecento, sparsi anche su edifici a emiciclo affacciati sul verde, a tre e quattro piani. Bello, non cè che dire, e di livello prestigioso; il che potrebbe però stravolgere valori immobiliari e cerare una "Molassana a due velocità". Nella zona si favoleggia infatti di costi da 4000 euro al metro quadro contro i 17001800 medi attuali, e anche i commercianti temono un contraccolpo eccessivo dai nuovi insediamenti commerciali, affacciati tra laltro su una strada di grande traffico come via Molassana. Peraltro, il 50 del sottosuolo dellarea potrebbe essere occupato da parcheggi, pubblici e privati per 18 mila mq. Con un indice di fabbricabilità enorme, mai più riscontrato nella vallata dal 1975 in avanti, secondo i comitati. Quanto vale loperazione? Un azzardo: centocinquanta milioni di euro. Ma il cemento si sta affacciando pericolosamente sullalta Valbisagno, e non solo nellarea Boero, mentre anche i gruppi politici, tanto più in vista della campagna elettorale, alzano le orecchie. Una serie di progetti di riqualificazione e di cantieri già avviati porterebbero, tramite una serie di varianti al Puc, a 995 nuovi appartamenti. Lungo il corso del Bisagno, se tutti i progetti verranno approvati, si andrebbero a contare, oltre i 300 della Boero, 200 nuovi alloggi in via Sertoli, 120 rispettivamente sul rio Torbido e a Cà di Ventura, 140 in via Bobbio, 80 a Prato, 35 in piazzale Parenzo. Come si diceva una volta? Una bella colata di cemento, ecco.