Due navi di epoca romana che risalgono al III secolo avanti Cristo: le hanno localizzate i carabinieri addetti alla tutela del patrimonio a quaranta metri di profondità nel territorio marino della provincia di Lecce. E' questo il bilancio di una vasta operazione di ricerca condotta dagli uomini dell'arma, subacquei ed elicotteristi compresi. Le navi, con tre livelli di carico, sembrano in uno stato di conservazione complessivamente buono con danni limitati allo strato superficiale. I carabinieri addetti alla tutela, inoltre, nella loro attività di contrasto al traffico illecito di reperti archeologici, hanno ritrovato venticinque anfore e altri oggetti antichi, denunciando otto persone per reati di ricettazione e per la violazione del testo unico di tutela dei beni culturali. E' il bilancio complessivo di una operazione condotta dai carabinieri addetti alla tutela del patrimonio in Puglia e denominata "Samos Cystern Type". Per sorvegliare meglio il tratto marino che riguarda le navi sommerse, i carabinieri stanno valutando la possibilità di coinvolgere la marina militare. Intanto è stata realizzata una carta informatizzata per censire i siti archeologici terrestri e marini per individuare le priorità di intervento e prevenire eventuali illeciti. I carabinieri hanno ricevuto i complimenti del ministro Giuliano Urbani. "Un paese ricco di arte e storia come il nostro deve difendere con fermezza i grandi e piccoli tesori che costellano il suo territoro", ha commentato sottolineando che "l'attività operativa e sinergica dei carabinieri ha permesso di scoprire un altro importante tassello dei nostro patrimonio. Noi tutti stiamo lavorando all'inasprimento delle pene nei confronti dei reati a danno del patrimonio, una iniziativa che ci vede coinvolti insieme al ministero della Giustizia per assicurare una più efficace persecuzione dei trafficanti di reperti".