Contestato l'innalzamento dei piloni per l'alimentazione. Mario Lolli Ghetti: «Nel primo progetto non c'erano» RIUNIONE al vertice nella Capitale per sciogliere i nodi bollenti della tramvia. 'Dettagli' come il passaggio dei binari (e relativi mezzi) da piazza del Duomo, proprio accanto al Battistero, e soprattutto l'innalzamento di quattro pali, piantati proprio lì, nel cuore antico della città. Lunedì mattina, quindi, il 'Comitato di settore' si riunirà nelle silenti sale del ministero, in via del Collegio Romano, per dare un parere consultivo (e non esecutivo) sul maxi progetto e dire la sua sulle polemiche innescate da lavori che continuano a sollevare voci contro. Un parere consultivo, che comunque avrà il suo peso... In trasferta con i soprintendenti Mario Augusto Lolli Ghetti e Paola Grifoni, anche il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici. Abbiamo chiesto proprio a Lolli Ghetti, oggi direttore regionale, già al timone della soprintendenza regionale nel 2000, quando il progetto venne presentato, il suo pensiero in proposito. E quali saranno le prossime mosse. Architetto, senza mezze frasi, lei cosa pensa del fatto che la tramvia passi proprio da piazza del Duomo? «Io sono sempre stato favorevole alla chiusura completa al traffico di piazza San Giovanni, ma mi rendo conto che si tratta di un'utopia. Ci sono i residenti, la gente che deve andare a lavorare. Gli studenti». Quindi? «Quindi, quando hanno presentato il progetto, ho pensato che, eliminando completamente ogni altro mezzo di circolazione (autobus, auto, taxi, ciclomotori compresi), quella della tramvia potesse essere un'alternativa percorribile». Ma le vibrazioni? «Con i moderni sistemi di binari 'ammortizzati' da materiali elastici, le vibrazioni causate dalla tramvia sarebbero infinitamente più ridotte rispetto a quelle provocate dal continuo passaggio degli autobus, come accade oggi. Anche i danni imputabili ai lavori, tutte opere di superficie, sono praticamente nulli. Così, detti parere favorevole, a patto che fosse rispettato il punto della chiusura completa della piazza al traffico, e altre due clausole». La seconda, professor Lolli Ghetti? «Che non ci fossero separazioni di sede, ovvero che i binari fossero al pari della pavimentazione». E il terzo punto? «Il terzo, e più importante, limite riguarda invece l'innalzamento di pali nella piazza, vicino al Battistero... Per questo, come soprintendente regionale, chiesi che l'alimentazione della tramvia fosse da terra, come accade nel Nord Europa». La risposta del Comune? «L'amministrazione comunale, all'epoca, si era effettivamente impegnata a trovare una soluzione in questo senso, una scelta certamente più costosa, ma infinitamente migliore dal punto di vista dell'impatto visivo». Poi... «Poi fui chiamato ad altro incarico e lasciai la soprintendenza regionale della Toscana. Al mio posto, a Palazzo Pitti, sedette Domenico Valentino, che in seguito si è rimangiato il parere precedente». Con quali conseguenze? «Quelle che sono sotto gli occhi di tutti: il Comune sta procedendo sulla base di quanto deciso da Valentino. Oggi nel progetto sono previsti quattro pali proprio in piazza del Duomo, accanto al Battistero; la scelta non è condivisa né da me, né dalla soprintendente ai Beni architettonici e il paesaggio, Paola Grifoni. Parere che abbiamo fatto presente nelle sedi competenti». Quindi lunedì riferirete al ministro? «Lunedì c'è il Comitato di settore, che darà un parere in merito: il nostro obiettivo è comunque quello di arrivare a un accordo, senza rotture. Il clima è già abbastanza elettrico». La polemica monta, tanto che nei giorni scorsi è arrivata anche la 'petizione internazionale' «per salvaguardare il centro storico di Firenze dalla tramvia». A lanciarla sono stati il consigliere di Forza Italia, Jacopo Bianchi, e l'onorevole azzurro Guglielmo Picchi. «Non ci stupiscono le dichiarazioni rilasciate dall'ex ministro Antonio Paolucci in merito al tracciato della linea tranviaria 3 che interessa anche l'area del Duomo le loro parole . Avremmo però apprezzato che Paolucci si fosse espresso pubblicamente prima, quando ricopriva il ruolo di soprintendente». «Poiché condividiamo la forte preoccupazione sul passaggio di un vero e proprio treno vicino al Duomo e al Battistero in una città come Firenze proseguono gli esponenti forzisti abbiamo deciso di promuovere una petizione a livello internazionale con la quale chiediamo di modificare il tracciato evitando zone tanto delicate». IL LATO POSITIYQ «Sono sempre stato favorevole alla chiusura completa al traffico di piazza San Giovanni» IL LATO NEGATIVO «La tramvia poteva essere un'alternativa percorribile ma a patto che l'impatto visivo non venisse stravolto» LA DECISIONE Lunedì a Roma riunione del Comitato di settore che dovrà dare un parere al ministero dei Beni culturali CONFLITTI E' stato il successore Domenico Valentino a dare il via libera al progetto attuale