FIRENZE Aveva scelto il silenzio per «evitare di alimentare polemiche». Ma il clamore, anche sui giornali, è stato troppo. Così il giorno dopo le dichiarazioni di monsignor Timothy Verdon sul degrado urbano che affliggerebbe le piazze religiose di Firenze, il sindaco Leonardo Domenici ha replicato, definendole una «sparata disinformata» che ha arrecato «un danno molto grave alla nostra città». «Mi chiedo se davvero Verdon abbia parlato a nome della Curia ha detto Domenici . Sono scettico in tal senso». Poche ore dopo la curia ha precisato: «II problema esiste ed è urgente, però lo scopo non è dividere ma costruire. C'è rammarico per i toni con cui il problema è stato sollevato». Verdon, direttore dell'ufficio perla Catechesi attraverso l'arte della diocesi, martedì aveva parlato di basiliche sotto assedio per «caos, criminalità e sporcizia». Una «situazione molto lontana dalla realtà» ha risposto ieri il sindaco. «Non voglio dire che i problemi non esistano: se non ci fossero non ci sarebbe neppure bisogno dell'amministrazione comunale, della polizia e neppure dei preti ha spiegato Domenici . Ma non si può dire che questi problemi siano maggiori qui che altrove, né che siano aumentati. Noi siamo qui per rispondere con i fatti e non con le sparate, convinti che la linea che paga è quella della collaborazione e della cooperazione». Una linea che il sindaco ha confermato di volere portare avanti con la Curia, con la quale ieri mattina aveva avuto contatti, parlando non direttamente col vescovo, Ennio Antonelli, fuori città, ma col vescovo ausiliare Claudio Magnago e con il cardinale Silvano Piovanelli. Quanto ai fatti Domenici ha sottolineato: «Forse non ci si ricorda quando, solo pochi anni fa, davanti alle chiese e sotto gli Uffizi, dormivano i "saccopelisti", quando i bus turistici parcheggiavano accanto al Duomo, quando la facciata di Santo Spirito era imbrattata di scritte». Il sindaco ha ricordato anche che sono stati potenziati i servizi di nettezza urbana e che quanto alla microcriminalità i dati dicono che «Firenze è una città più sicura». Tanto che la prefettura spiega di non essere allarmata: i reati sono in calo. Per i senzatetto è stato citato il lavoro quotidiano per aiutarli, in collaborazione anche con la Caritas diocesana, che si è detta «non rappresentata dall'intervento di Verdon». Rispondendo ai giornalisti il sindaco ha concluso: «Se volete inserire questa vicenda nella prospettiva della campagna per le prossime amministrative, fate voi». «La necessità di salvaguardare gli spazi che circondano i principali luoghi di culto e la città è un problema urgente ha spiegato nella sua nota la curia : il degrado di alcuni ambienti è sotto gli occhi di tutti e la cura di alcune piazze storiche, nate intorno alle basiliche e ai santuari, fa parte dell'attenzione privilegiata che questa città dovrebbe avere per le sue radici cristiane. La Chiesa ha a cuore queste radici che considera un patrimonio non solo religioso, ma di tutta l'umanità ed è spinta da questa ragione che pone il problema all'attenzione della collettività». Per la diocesi «i toni accesi con cui queste situazioni sono state denunciate derivano, evidentemente, dalla esasperazione di chi vive queste chiese e ha la responsabilità, fra l'altro, di preservarne il decoro e la dignità. La Chiesa fiorentina esprime quindi il suo rammarico per i toni con cui il problema è stato sollevato, ma resta aperta, su questa come su altre questioni, ciascuno per il proprio ruolo, al confronto con chi ha il compito di amministrare la cosa pubblica».