Sette metri per sette per contenere i talenti del futuro e il rischio di nuove contestazioni. Una sala del Madre, ingresso indipendente con annesso bar, per accogliere artisti - non necessariamente giovani - che non trovano spazio nelle sale dei musei e nelle gallerie darte. Quelli che un tempo si chiamavano "artisti di strada". Quelli che, si diceva sempre qualche anno fa, producevano "cultura underground". Una proposta che per coerenza lessicale e temporale diventa subito "autogestione". I destinatari sono Cyop Kaf, gli artisti che sabato scorso hanno organizzato una contromostra in vicolo Loffredo, alle spalle del museo, mentre i riflettori istituzionali erano accesi su Rachel Whiteread e Marisa Mertz. Un successo di pubblico, va detto, per quelli di dentro e quelli di fuori. Un clima di melting pot culturale turbato dalle contestazioni ai danni del presidente della Regione, Antonio Bassolino e del direttore del museo Donnaregina, Eduardo Cicelyn protagonisti di una passeggiata nel vicolo della performance poco gradita al pubblico. «Una contestazione che non ci aspettavamo - confessa Cicelyn - avevo già visto la mostra di Cyop Kaf nel primo pomeriggio e latmosfera non mi pareva così ostile. E poi io e il presidente eravamo usciti dal Madre proprio per offrire a questi ragazzi la gestione della sala». Non è andata così e dunque, a freddo, il direttore del museo ha affidato il suo calumet della pace al "Corriere del Mezzogiorno" scrivendo una lettera ai contestatori. Unidea, ci tiene a precisare, che non ha trovato stimolo nei fischi e nei buu. «Ci pensavamo da tempo - spiega - e invece mi sono ritrovato in una situazione che mi ha riportato agli anni della gioventù quando, dallaltra parte, cero io. La differenza, rispetto a quel tempo, però, è sostanziale: noi a queste persone apriamo la porta». Una generosa proposta che ha però anche il sapore della sfida: «Se è vero che contestano la gestione degli spazi culturali - rilancia Cicelyn - è vero anche che non possono tirarsi indietro adesso: cè uno spazio che dalla prossima primavera potranno usare come meglio credono. Lo facciano e soprattutto si misurino con il giudizio del pubblico e degli addetti ai lavori. I giornali, in questi giorni, hanno riconosciuto loro la patente di artisti. Il passo successivo è quello di accettare la nostra sfida». Unofferta a cui Cyop Kaf non hanno ancora risposto. E conoscendo i tipi è probabile che non lo faranno scrivendo una lettera.
NAPOLI. Una sala del Madre agli artisti di strada
Il direttore del museo Donnaregina, Eduardo Cicelyn, ha scritto una lettera ai contestatori della mostra di Cyop Kaf, che si è svolta al Madre, una sala del museo. La mostra era stata organizzata dagli artisti stessi, che si autogestiscono. Cicelyn ha affermato di aver offerto loro la gestione della sala, ma i contestatori hanno rifiutato. Cicelyn ha anche affermato che se gli artisti non accettano la sfida, non potranno usare la sala per la prossima primavera. La lettera di Cicelyn è stata pubblicata sui giornali, ma gli artisti non hanno ancora risposto.
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