Italia Oggi 31072003 L'esperienza delle società pubblico-private nella gestione dei beni culturali funziona. E con alcune modifiche alla legge Ronchey, per estendere il ricorso ai global service, si potranno creare molti nuovi posti di lavoro e avvicinare milioni di persone ai capolavori artistici del paese. Per Fulvio Vento, presidente di Zetema spa, una delle maggiori società a livello nazionale nelle attività di gestione del patrimonio culturale, la collaborazione tra soggetti pubblici e privati può dare risultati sorprendenti. Come dimostrano proprio i numeri di Zetema: costituita nel 1998 da Acea (51), associazione Civita (24,5) e Costa edutainment (24,5), la società conta 500 dipendenti, ha un fatturato di 17 milioni di euro e produce utili Domanda. Far convivere pubblico e privato non è facile. La legge Ronchey è stata una scommessa. Risposta. Sì, ma la formula funziona. E questo perché si è avviato un percorso positivo che consente ai soggetti pubblici e privati di esaltare i loro mestieri: le sovrintendenze la conservazione dei beni culturali e i soggetti privati la gestione dei beni con il massimo di efficienza, produttività e qualità dei servizi offerti. D. C'era chi temeva che aprendo ai privati molti non avrebbero potuto più fruire del patrimonio culturale? R. Un timore smentito dai fatti. Oggi le sovrintendenze hanno superato le perplessità sullo sfruttamento mercantile del patrimonio artistico. E i privati hanno messo a punto progetti di qualità: programmi educativi, concerti raffinati, rassegne cinematografiche, mostre ed eventi che hanno allargato il pubblico dei visitatori. Milioni di persone che normalmente non frequentavano i siti artistici hanno scoperto la cultura. D. Che cosa occorre per attirare più persone nei musei? R. La legge Ronchey obbliga a una gestione spezzettata dei servizi legati ai beni culturali dello stato: dalla vendita di gadget e volumi alla ristorazione. Mentre invece funziona bene il modello dei global service utilizzato dagli enti locali. Perciò è necessaria una modifica della legge. D. E questo basta? R. No. Quando si parla di gestione dei beni culturali, che al di là di ogni illusione non possono offrire guadagni altissimi, bisogna attirare gli investitori più illuminati. E qui serve la molla fiscale. D. Quali sono i programmi di Zetema? R. Vogliamo consolidare la leadership nazionale fin qui conquistata e partecipare a nuove gare in Toscana e Veneto. Ma il nostro obiettivo principale resta quello di promuovere i beni culturali di Roma e del Lazio. (riproduzione riservata)
Con l'arte si fa utile
Il governo italiano ha approvato una legge che consente alle società pubblico-privatizzate di gestire i beni culturali. Questa legge, nota come "Ronchey", permette alle società di offrire servizi di gestione dei beni culturali, come la produzione di contenuti, la gestione di eventi e la promozione dei beni culturali. Le società pubblico-privatizzate possono anche utilizzare i "global service", che consentono di offrire servizi di gestione dei beni culturali a livello nazionale e internazionale. Questa legge ha permesso di creare nuovi posti di lavoro e di avvicinare milioni di persone ai capolavori artistici del paese.
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