Unione e An hanno votato in Senato lemendamento per salvare la storica sala in San Babila, astenuto il resto della Cdl Gestori confermati per 9 anni. Cadeo: ora recuperiamo la piazza No comment dal gruppo Statuto che nel palazzo voleva aprire un grande magazzino Alla fine il Nuovo è salvo. Il sì del Senato al blocco degli sfratti lascia ai propri posti lo storico teatro di piazza San Babila e soprattutto il direttore artistico Gemma Ghizzo, vedova di Franco, luomo che 30 anni fa proseguì la strada intrapresa dal fondatore Remigio Paone: intrattenimento divertente e di classe. Il gruppo immobiliare di Giuseppe Statuto, padrone del palazzo, aveva infatti annunciato un cambio di gestione. Per questo Antonino Caruso di An ha inserito un emendamento che blocca per 9 anni gli sfratti ai teatri, votato ieri con lintero provvedimento dal centrosinistra e appunto da An. «È unemozione incredibile - dice Gemma Ghizzo - anche se non ne ho mai fatto una questione personale: il mio primo pensiero è stato sempre salvare il teatro, non la mia poltrona. Devo ringraziare lintera città di Milano che si è mobilitata per noi. Gli abbonati continuavano a chiamare per sapere come andava e se cerano novità. Qualcosa di buono abbiamo fatto. E continueremo a farlo». Il gruppo Statuto non rilascia dichiarazioni, segno tangibile di delusione: lintenzione era aprire in piazza San Babila un grande magazzino sul modello del londinese Harrods, cedendo il Nuovo a qualche altro gestore, come ad esempio Gianmario Longoni dello Smeraldo. Ma questo voto parlamentare cambia tutto. E anche per questo i politici cantano vittoria. Riccardo De Corato, vicesindaco e primo firmatario alla Camera dellemendamento salva-Nuovo, sottolinea «limpegno di An per dare un segnale importante in un settore che vede a rischio altre attività ed esercizi storici nel cuore di Milano. Non avremmo potuto permettere che un monumento simbolo della cultura sparisse davanti a mere esigenze commerciali». Forza Italia ha votato contro, malgrado Tiziana Maiolo abbia a lungo cercato di convincere i compagni di partito. Ma lassessore al Commercio è comunque soddisfatta: «È una grande vittoria. Ora continuerò a battermi anche per i 27 negozi che fanno da corolla al Nuovo perché non venga mutata la fisionomia storica di piazza san Babila, un luogo dove storia e modernità sono sempre stati coesi». Ha votato sì anche un altro assessore, e senatrice forzista, Ombretta Colli, che su quel palco debuttò quando era una cantante di 17 anni. Ma è soddisfatta anche lopposizione, che in Parlamento è maggioranza: «Cè stata unutile convergenza di tutti per difendere un luogo storico - dice il consigliere dellUlivo Pierfrancesco Majorino -. Ora però il Comune metta mano allintera questione del centro, che sta morendo. E lo si può resuscitare proprio con teatri e cinema. Abbiamo fatto delle proposte come il cinema center. Discutiamone». Che qualcosa vada fatto è convinto anche lassessore al Decoro urbano Maurizio Cadeo, che rivendica di essere stato il primo a lanciare lallarme sul Nuovo: «Non era sufficiente tutelare lo spazio fisico di un teatro con un vincolo architettonico, sennò si sarebbe salvato solo ledificio. Bisognava difendere uno spazio culturale ben preciso, che deve essere fondamentale per rilanciare una piazza che la sera muore. Una piazza che va riqualificata. Il primo passo sarà la risistemazione di tutto lo spazio davanti alla chiesa dedicata a San Babila».