LA POLEMICA "Già due volte la soprin-tendenza ha detto sì" ILARIA CIUTI IL direttore generale per i beni culturali della Toscana, Mario Lolli Ghetti, non seguirà le indicazioni del suo predecessore, Antonio Paolucci, che lo ha esortato a chiedere al Comitato di settore del ministero che si riunirà lunedì 12 di vietare il passaggio del tram a lato del Duomo: esattamente dove ora transitano 2300 bus al giorno e migliaia di auto e motorini abusivi. Lolli Ghetti si pronunzierà invece decisamente contro qualsiasi palo e filo elettrico sospeso in aria a due passi dal Battistero e chiederà che nei 90 metri tra via Cerretani e via Martelli il tram marci a batteria, visto che la presa da terra in Italia non è omologata. «In teoria io sono per la totale pedonalizzazione del centro, tram compreso - spiega Lolli Ghetti - Nei fatti, non mi schiero contro il passaggio della tramvia dal Duomo per due ragioni. La prima è che la soprintendenza fiorentina non solo ha già approvato il tracciato nella conferenza dei servizi del 2003 quando non ero soprintendente (era Domenico Valentino, ndr.), ma che, nel 2000, io avevo fatto lo stesso. Dunque siamo vincolati dai nostri pareri precedenti». Ragione che qualcuno potrebbe definire di forma. La seconda potrebbe essere di sostanza? «Certo - è la risposta - Siccome in centro un qualsiasi efficiente mezzo pubblico è necessario perché possano arrivarci anche lavoratori, anziani, chi non cammina bene, il tram è il mezzo migliore. Basta vedere le città del nord Europa». Migliore, secondo Lolli Ghetti «perché non inquina, viaggia in sede isolata e elasticizzata che non vibra e permette di eliminare bus, auto e motorini che con i loro gas di scarico sono i peggiori nemici dei monumenti». Dunque tram sì, ma ben fatto, raccomanderà il direttore generale al Comitato cui parteciperanno anche la soprintendente Paola Grifoni e cui hanno chiesto di intervenire anche il vicesindaco Matulli e lassessore Biagi. «Rimanga pure il tracciato deciso - conclude Lolli Ghetti - Ma con molte prescrizioni: che in quel punto il tram vada piano, che non ci siano fermate e neanche pali e fili». Il no ai pali è per Lolli Ghetti condizione irrinunciabile. Ma se non esiste in Italia altra possibilità? «Ci sono le batterie», replica. E non è un caso che Matulli le stia già studiando. Costerebbero, occuperebbero spazio da sottrarre ai passeggeri, ma comunque si può fare.