Che Siracusa (e soprattutto i Siracusani) non abbia ancora chiaro cosa significa l'iscrizione alla Unesco Heritage list è ormai risaputo ed è stato diverse volte denunciato sia dalle pagine di questo giornale che di altri. Tanti sono i casi di abbandono e di scempio del patrimonio artistico e culturale della città come tanti sono stati gli interventi di conservazione e di restauro non corretti e al limite della decenza. Quello che manca non è solamente una presa di coscienza etica del modo di rapportarsi al Bene Culturale ma, soprattutto, una attività formativa adeguata delle maestranze e, in generale, degli addetti ai lavori, che tenga conto delle esigenze delle imprese, dei dettami delle istituzioni, delle nuove ricerche nel campo dei Beni Culturali. Tutto questo è stato l'oggetto di un affollato convegno studi recentemente svoltosi a Siracusa ed organizzato dall'Istituto "F.Juvara", indicato dal ministero quale "nodo di rete" per l'organizzazione dei corsi IFTS (corsi post-diploma) per tecnici per la conduzione del cantiere di restauro nel campo della Conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali. Questo prestigioso riconoscimento (unico per la Sicilia) deriva non solo dalla esperienza maturata in questi anni dall'Istituto F. Juvara ma anche dalla "peculiarità" del territorio siracusano in questo campo. Dopo i saluti del prof. Fazzino (preside dell'Istituto), il convegno, coordinato dal prof. Salvo La Delfa (ricercatore presso l'università di Catania), ha visto gli interventi di qualificati relatori provenienti dalle istituzioni locali, dagli enti di ricercauniversità, dalle imprese, dalle associazioni imprenditoriali e di categoria. Se da un lato l'assessore ai Beni e Politiche Culturali Fabio Granata, ha sottolineato che il tema principale è l'innalzamento "della consapevolezza di ciò che significa Patrimonio Culturale per la nostra comunità" e, polemizzando con "alcune lobby della nostra soprintendenza", ha affermato che non esistono "due anime di conservazione e valorizzazione, in quanto non esiste conservazione se non c'è una logica di valorizzazione dello stesso patrimonio", dall'altro lato la soprintendente Martella Muti ha avvertito che l'iscrizione all"Unesco impone che gli interventi di restauro si eseguano in maniera congrua e qualitativa; ciò richiede che "questa consapevolezza venga trasferita alle giovani maestranze" che devono "interfacciarsi in maniera professionale nell'esecuzione dei lavori di conservazione e restauro dei Beni Culturali della nostra provincia". Il prof. Olindo Troja (presidente del corso di laurea in Tecnologie applicate per la conservazione e il restauro dei Beni Culturali di Siracusa) sposta il baricentro della discussione verso il tema dell'occupazione dei giovani che hanno intrapreso la formazione nel campo dei Beni Culturali: richiede un riconoscimento delle professionalità che si stanno formando, lamenta minori investimenti nel settore scientifico se confrontati al settore umanistico e auspica che utilizzando "tutti gli strumenti politici e burocratici già presenti si possa avere un ritorno nell'occupazione dei nostri giovani". Gli fa eco il prof. Enzo Marano, coordinatore della rete IFTS, ricordando che " i corsi IFTS sono in grado di creare occupazione per i nostri giovani diventando delle opportunità concrete per l'intero Paese e la Provincia di Siracusa" attraverso l'attivazione della filiera istituzioneformazionelavoro. L'assessore Granata propone la modifica dell'ordinamento degli albi, obbligando le imprese del settore ad avere al loro interno figure professionali riconosciute e qualificate, incoraggia i giovani dicendo loro "siete in un settore formativo di grandissima espansione, che ha un futuro in Sicilia a patto che si garantisca la qualità degli operatori".
TRA SIRACUSA E I BENI CULTURALI DAVVERO UN CATTIVO RAPPORTO
Un convegno a Siracusa ha discusso l'importanza della conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città. L'assessore ai Beni e Politiche Culturali Fabio Granata ha sottolineato l'importanza di una consapevolezza etica nel rapporto con il patrimonio culturale e ha criticato alcune lobby della soprintendenza per non aver una logica di valorizzazione. La soprintendente Martella Muti ha avvertito che l'iscrizione all'Unesco richiede interventi di restauro congrui e qualitativi. Il prof. Olindo Troja ha lamentato minori investimenti nel settore scientifico e auspica un riconoscimento delle professionalità che si stanno formando. Il prof.
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