Cinque "saggi", a diverso titolo esperti della materia, indicheranno alla Regione la strada per coniugare lo sviluppo del territorio con la tutela del paesaggio. È questa la nuova sfida che la Regione vuole giocare, sicura di vincere. Tutto parte dal "Codice Urbani" che nel 2002 ha radicalmente cambiato la normativa sulla tutela del paesaggio, invitando Stato e Regioni a lavorare assieme. L'obiettivo è di eleborare di piani paesaggistici e urbanistico - territoriali con specifica considerazione dei valori del paesaggio. Il "Codice" è una «opportunità che la Regione ha colto - ha spiegato il governatore Galan - ma ci vuole coraggio per decidere quale parte del territorio va sacrificata e quale salvaguardata». Serve una svolta rispetto al passato, un salto rispetto a quel "Veneto dei capannoni" che pure ha fatto la fortuna dell' economia. Per carità, nessuno vuole fermare lo sviluppo: «Il Terzo Veneto - ha spiegato Galan, citando un concetto a lui caro -avrà ancora bisogno di case, di strade e infrastnitture. Ma ci saranno da fare delle scelte, e bisognerà spiegarlo ai sindaci». Per aiutare la Regione in questo compito è quindi stata istituita una Commissione di esperti, la quale già entro il mese di febbraio dovrà predisporre un documento che individui scenari e strategie per la tutela, valorizzazione e conoscenza del paesaggio Veneto. Entro il prossimo maggio, inoltre, dovranno essere disponibili i lineamenti per la pianificazione del paesaggio, mentre il disegno di legge per avviare procedure di partecipazione del pubblico e della pubblica amministrazione nella realizzazione di politiche paesaggistiche è atteso per il prossimo 30 settembre. Componenti della Commissione sono i professori Amerigo Restucci (storico dell'architettura allo Iuav), Paolo Feltrin (sociologo), il vicentino Marino Breganze (docente di diritto urbanistico a Padova), Francesco Curato (docente di legislazione del turismo e diritto dell'ambiente a Venezia) e Giampaolo Rallo (docente, fra l'altro, anche su parchi ed oasi ecologiche a Venezia). Gli obiettivi da centrare grazie al lavoro del Comitato sono due: sigiare -per primi in Italia - l'intesa operativa fra Regione e ministero dei Beni Culturali, e gettare le basi per un Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) tutto nuovo, centrato sui valori del paesaggio: «Nel precedente strumento urbanistico questa preoccupazione era sullo sfondo, intendiamo portarla in primo piano», ha commentato l'assessore all'urbanistica Renzo Marangon. Quale spera sia l'effetto sui piani urbanistici comunali, quelli che dovranno essere in prima linea a proteggere il territorio? Marangon ha "promosso" i sindaci, perché - ha spiegato - i Piani che giungono in Regione si preoccupano abbastanza dei valori del paesaggio: «Ma è sempre meglio - ha aggiunto - avere una norma». Il lavoro di progettazione normativa, oltre ai cinque "saggi" coinvolgerà strettamente anche i dirigenti regionali a capo delle tre ripartizioni: Roberto Casarin (mobilità) Angelo Tabaro (cultura), Vincenzo Fabris (urbanistica e territorio). È sicuro di sé e del risultato cui si giungerà l'assessore Renato Chisso: «Siamo più in là dei Verdi. Siamo i primi in Italia. Il Passante di Mestre, l'Auto-Pedemontana e la Valda-stico sud sono un esempio di una nuova mentalità nella progettazione. Un esempio? Per la Pedemontana siamo impegnati a predisporre un piano paesaggistico anche se nessuna norma ce lo impone». «Non cominciamo oggi», aveva spiegato prima di lui il governatore. Galan ha ricordato che già il Prs (Piano regionale di sviluppo si ispira a questi criteri. E tra breve dovrebbe andare in discussione in Consiglio regionale. Dal canto suo, il Comitato dì "saggi" lavorerà sulla riqualificazione dei segni del paesaggio Veneto. E l'indirizzo del professor Amerigo Restucci, il quale ha sottolineato che «la Regione lancia una sfida culturale». Restucci ha ricordato che il 48 del territorio venento è considerato patrimonio paesaggistico e i siti importanti da tutelare sono oltre 8 mila. «Certo, ma non possiamo fare i carabinieri, quanto piuttosto indicare come salvaguardarli».
Paesaggio, metà Veneto da tutela
La Regione del Veneto ha deciso di giocare la sfida della tutela del paesaggio, iniziando a lavorare con il Ministero dei Beni Culturali per creare piani paesaggistici e urbanistici territoriali. La Regione ha già istituito una Commissione di esperti, composta da cinque "saggi" esperti della materia, per predisporre un documento che individui scenari e strategie per la tutela, valorizzazione e conoscenza del paesaggio veneto. L'obiettivo è di siglare un'intesa operativa con il Ministero dei Beni Culturali e di creare un Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC) che tenga in primo piano i valori del paesaggio.
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