«AFFASCINANTE, sfruttata e meritevole di più rispetto». Così Antonio Natali descrive Firenze e non possiamo che essere d'accordo con il direttore degli Uffizi. La Città, infatti, piccolo gioiello nel cuore dell'Italia, è ammirata da turisti di tutto il mondo, ma purtroppo viene maltrattata dai propri cittadini. Tristemente noti gli episodi di vandalismo contro alcune tra le più celebri opere d'arte: il "Nettuno", il "David" e altri monumenti violati da graffiti. Secondo il direttore l'educazione dovrebbe partire da quella scuola che oggi offre una sola ora di storia dell'arte, ovviamente insufficiente a trasmettere la giusta considerazione per questi capolavori. Dovremmo avere una maggiore conoscenza dell'arte e della nostra città, una forte consapevolezza di dove viviamo, senza rimanere sulla scia di quei fiorentini che sprezzano le vere risorse artistiche affollando mostre largamente pubblicizzate, ma con un limitato valore artistico. Gli Uffizi nell'ultimo anno hanno raggiunto 1.660.000 visitatori: ma quanti di questi hanno colto il vero messaggio delle opere esposte? Il dottor Natali propone una bella similitudine: passando davanti alla "Primavera" di Botticelli dovremmo leggerla come fosse una poesia, ammirarne i colori e le sfumature come versi raffinati, e provare magari una forte emozione interiore. Musei e monumenti definiti con termine triviale "giacimenti culturali" è necessario che diano non solo un rendimento economico ma innanzitutto culturale: solo dalle nostre illustri origini potremo recuperare i valori abbandonati dalla società. Per concludere, il direttore individua negli Uffizi il simbolo della città: è un patrimonio culturale eterogeneo che raccoglie migliaia di opere e nella sua varietà trasmette la vera identità rinascimentale di Firenze.