La più contenta di tutti, inutile sottolinearlo, è Antonella Romualdi, responsabile del dipartimento antichità classica della Galleria degli Uffizi. Dopo il battésimo del nuovo allestimento della «Sala 38» - il 12 febbraio - con numerosi materiali di provenienza archeologica, presto potrebbe avere a disposizione un bel po' di fondi da destinare al restauro dei 10 pezzi che ornano il «vestibolo» della galleria, in pratica l'ingresso del percorso museale degli Uffizi. Le nuove risorse arriveranno grazie a un'iniziativa dell'associazione Amici degli Uffizi che, dopo quattordici anni di attività «nazionale» ha appena inaugurato la «Friends of the Uffizi Gallery Inc.», filiazione americana dell'associazione presieduta da Maria Vittoria Rimbotti. In effetti l'associazione a stelle e strisce si è costituita nel 2005 a Palm Beach, in Florida e -cosa ancor più importante - lo scorso anno ha ottenuto dall'Internal Revenue Service lo status di «Public Charity 501 (c)», cioè di associazione no-profit i cui aderenti - i donors - possono detrarre dalle tasse le cifre donate per beneficenza. Come hanno sottolineato Maria Vittoria Rimbotti, Patrizia Asproni e Manuel Guerra (rispettivamente presidente, consigliera e segretario degli Amici degli Uffizi), il percorso che ha condotto a questo traguardo, è durato 3 anni ed è stato difficile. Ma adesso gli Amici degli Uffizi possono contare anche su un'associazione «gemella» che negli Stati Uniti potrà agire come fund raiser ad ampio raggio, considerata non solo la sensibilità presente oltreoceano ma anche la disponibilità dello Stato a riconoscere come detraibili le cifre impiegate per il restauro di opere d'arte. Tanto per fare un paragone e dimostrare la parziale cecità delle istituzioni italiane, ai privati cittadini è concessa la possibilità di fare donazioni dirette per il restauro delle opere ma non di detrarre le somme dalle tasse; invece lo possono fare le aziende. Negli Stati Uniti al contrario cittadini e aziende possono detrarre fiscalmente le somme impiegati per scopi benefici e, ufficialmente, la nuova associazione sarà presentata a Palm Beach il prossimo 20 marzo. La «Friends of the Uffizi Gallery Inc.» sosterrà i progetti della Galleria: non solo i restauri delle opere che ne hanno più necessità ma anche mostre ed eventi. Intanto l'affiliata americana sta operando da tempo già con ottimi risultati. Fino a questo momento ha già messo a disposizione degli Amici degli Uffizi fondi per un ammontare di 166mila euro che sono già stati impiegati nel restauro del gruppo scultoreo Pane e Daphni, Giunone e Demetra, Bacco; nel 2007 è in programma il recupero di una grande pala d'altare di Filippo Lippi insieme ai 10 elementi lapidei che ornano il «vestibolo»: quattro statue, quattro sarcofagi, il pilastro con Panopfia e il Busto di Pietro Leopoldo con lastra incisa È se le prime stime danno come «interessati» all'operazione già un centinaio di donors di prestigio, gli «Amici degli Uffizi» hanno già un primato: è la prima associazione a cui è riuscita l'impresa di rendere deducibili negli Usa cifre di denaro che saranno poi impiegate in Italia. Quasi una sorta di «Piano Marshall» per il patrimonio nazionale...
Uffizi, grazie agli americani si restaurano le opere d'arte
L'associazione Amici degli Uffizi, fondata nel 2005, ha appena ottenuto lo status di Public Charity 501 (c) negli Stati Uniti, permettendo ai suoi aderenti di detrarre dalle tasse le cifre donate per beneficenza. Questo permetterà di raccogliere fondi per il restauro delle opere d'arte presenti nella Galleria degli Uffizi, tra cui i 10 pezzi che ornano il vestibolo. L'associazione ha già messo a disposizione fondi per il restauro di opere come il gruppo scultoreo Pane e Daphni, Giunone e Demetra, Bacco. La nuova associazione gemella, la Friends of the Uffizi Gallery Inc.
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