Requiem per una città ed una regione «scordate». Un bellissimo fondo di'Addano Olivieri riassume, dalle pagine del «Corriere dell'Arte» di Torino, e riferendosi al capoluogo, una situazione dilagante da tempo in tutto il Piemonte. Si riporta, per gentile concessione della redazione del «Corriere dell'Arte», questo serio e mirato appunto inerente l'attenzione artistica di amministrazioni varie, nazionali e locali, succedutesi negli ultimi cinquant'anni, in ordine ad alcuni beni architettonici e artistici di valenza internazionale tratto dal numero 1 di sabato 13 gennaio 2007 del diffusissimo settimanale. Esempio centralizzato di una gestione «significativa» che, specie negli ultimi tempi, ha interessato tutto il Piemonte. Per fermarci solo a questo. Il commento, come sottolinea lo stesore, ai lettori. «Recitativo. I fatti che, seppur in maniera rapida e sommaria, ci accingiamo ad elencare non vogliono essere un cinico richiamo ad errori più o meno passati; se la storia, tuttavia, ha ancora un valore, la loro sbalorditiva successione deve avere pure un significato. Coro. Lasciata nella più totale fatiscenza, la Reggia della Venaria è divenuta oggetto di un indispensabile restauro che, sebbene in atto da vent'an-ni, e con una spesa di 150 milioni di euro, 500 milioni complessivi considerando gli interventi delle immediate adiacenze (dati Crt), non ha individuato una chiara destinazione d'uso all'edificio. Un insperato rigurgito di coscienza ha salvato in extremis Villa della Regina. A Palazzo Madama è stata imposta una chiusura di venti anni che ha negato l'accesso a una generazione di studiosi d'arte. Nel 2004 la Palazzina di Caccia di Stupinigi è stata teatro di un clamoroso furto di mobili d'altissimo pregio. Nel 1949, con sconcertante ignoranza, il Consiglio Comunale rifiutò di esporre in città la Collezione Guggheneim. Nel 1976, quando la dirompente valenza estetica di quelle opere era ormai storicizzata, nonostante la Giunta non fosse ancora completamente convinta dell'opportunità della mostra, ma non potendola rifiutare ulteriormente, diede il consenso all'allestimento; ebbe 80mila visitatori. Con solerzia degna di miglior causa l'edificio della Società Ippica, capolavoro del celebrato - oggi - Carlo Mollino, nel 1960 fu abbattuta nonostante l'unanime protesta degli architetti italiani. Nel 1967 la Galleria d'Arte Moderna rifiutò di ospitare una mostra di Mirò, resosi anche disponibile a donare un dipinto alla città. La Galleria stessa, chiusa per ripensarne la superficie dal 1984 al 1994, invoca già un rapido quanto necessario trasferimento per carenza di spazi. Nel 1983 Rivoli rifiuta la donazione, da parte di un celebre collezionista, di cento importanti opere d'arte contemporanea da esporre al Castello appena salvato da un'indegna miseria. All'epoca fu miracolosamente salvata la Manica Lunga al posto della quale si era pensato di allestire una pista d'atterraggio per gli aerei addetti a spargere il verderame sulle vigne della Valle di Susa. Dal suddetto collezionista, nel 1996, il Castello rifiutò ancora un comodato di quaranta opere e la vuotissima Reggia di Venaria, nel 1982, ne respinse un ennesimo mentre, nel 2000, reputò indegna di risposta la proposta della collezione Guggheneim di un prestito da allestire nella citronie-ra. Nel 2006 la Giunta dimorino, con energica decisione, ha chiuso la Fondazione Italiana per la Fotografia, un unicum nella nostra nazione, addu-cendo motivazioni di spreco di denaro pubblico; spreco per il quale peccato non si sia avveduta a proposito dei reiterati restyling di piazza Valdo Fusi. Indulgenza plenaria? A discrezione dei lettori».
Mezzo secolo di errori nei musei del Piemonte
Il Corriere dell'Arte di Torino ha pubblicato un articolo che lamenta la mancanza di attenzione artistica da parte delle amministrazioni locali e nazionali nel Piemonte. L'articolo elenca diversi esempi di beni architettonici e artistici di valenza internazionale che sono stati trascurati o danneggiati nel corso degli anni. Tra gli esempi citati, vi sono la Reggia della Venaria, che ha subito un restauro costoso ma senza una chiara destinazione d'uso, e la Palazzina di Caccia di Stupinigi, che è stata teatro di un furto di mobili d'altissimo pregio. L'articolo conclude che la mancanza di attenzione artistica è un problema che affligge tutta la regione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo