SARÀ LORENZA MOCHI Onori, 57 anni, dal 2003 Soprintendente per il patrimonio storico, artistico, etnoatropologico delle Marche, la nuova responsabile ad interim della nostra soprintendenza ai Beni storico-artistici che da giovedì non avrà più, dunque, un reggente (Franco Faranda, in via Belle Arti da quando, a fine 2004, aveva assunto le veci della dimissionaria Jadranka Bentini) ma un titolare, sia pure in "comproprietà" con un'altra sede. Una soluzione obbligata vista l'assenza di dirigenti da nominare perché l'ultimo concorso bandito l'altr'anno è ancora lungi dal concludersi e forse non arriverà mai a formulare una graduatoria a causa di vizi procedurali che ne stanno inficiando la validità. Così nell'impossibilità di prorogare la reggenza di Faranda come di promuoverlo in quanto non dirigente, ecco che il ministero e la direzione regionale ai beni culturali hanno puntato sull'amministratrice, stabilizzata con contratto individuale, territorialmente più vicina (lei sta a Urbino) alla sede bolognese dove dovrà comunque essere presente alcuni giorni la settimana per la firma degli atti e la gestione ordinaria. «Non mi nascondo che sia un problema per tutti ma conto sulla collaborazione dei colleghi e poi c'è l'istituto delle deleghe che può aiutare molto a semplificare le cose. Sperando ovviamente che, come indica anche la Finanziaria, si proceda al più presto a un altro concorso magari per titoli in modo da favorire chi ha più esperienza». LEI, LAUREATA a Roma con Giulio Carlo Argan, già ispettrice nelle Marche prima di essere per vent'anni la direttrice della Galleria di palazzo Barberini nella capitale e di tornare due anni e mezzo fa nelle Marche come soprintendente a contratto, di esperienza e cursus honorum ne ha ovviamente da vendere e li metterà certo anche al servizio di «una sede prestigiosa» come definisce quella bolognese verso la quale postula comunque un approccio morbido e nel segno della continuità. «Già oggi arriverò a incontrare sia la direttrice regionale Maddalena Ragni che Faranda che peraltro già conosco da tempo come persona bravissima». Un'affermazione che certo non può che tranquillizzare l'attuale facente funzione che proprio ieri, dichiarandosi ancora all'oscuro di quanto era invece già successo nei palazzi del potere, temeva proprio per la realizzazione dei programmi ideati e in via di realizzazione come le visite bimensili per non udenti che saranno inaugurate a fine mese. «Si tratta di un'iniziativa cui tengo molto e che sta ottenendo un successo ogni più rosea aspettativa: abbiamo già gruppi prenotati fino a giugno. Per chi non sente la socializzazione rappresenta un problema talvolta insormontabile». Ma non è tutto. Sta anche per sbocciare la Primavera in Pinacoteca che fa mangiare e apprezzare l'arte ai ragazzi, accompagnati in visita tra i quadri ma anche in sedi monumentali decentrate in Romagna e a Ferrara. Il tutto accompagnato da uno spuntino conviviale. E, sempre nel segno, della contaminazione tra antico e moderno va anche l'ospitalità data alla mostra su Magnus che aprirà a metà marzo. «In questi anni abbiamo cercato di introdurre un modo nuovo di fare cultura afferma Faranda che mette insieme contemporaneo e storico perché si aiutino a vicenda. Molti giovani magari verranno a vedere la mostra sul fumettista e poi saliranno anche alla parte più antica delle nostre collezioni». Un'enunciazione di principi e un pieno di speranze che non dovrebbero faticare a entrare anche nei programmi di chi sta per sostituirlo.
Beni artistici, si cambia Arriva Lorenza Mochi
Lo Soprintendente per il patrimonio storico, artistico, etnoatropologico delle Marche, Lorenza Mochi Onori, assume il ruolo di responsabile ad interim della soprintendenza ai Beni storico-artistici a partire dal giovedì successivo. La scelta è dovuta all'assenza di dirigenti da nominare a causa di vizi procedurali nel concorso bandito l'anno scorso. Mochi Onori, che è stata amministratrice di contratto, sarà titolare della sede bolognese, ma sarà presente alcuni giorni a settimana per la firma degli atti e la gestione ordinaria. Il ministero e la direzione regionale ai beni culturali hanno cercato di semplificare le cose con l'istituto delle deleghe.
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