No al trasferimento della Venere di Cirene in Libia: è la posizione di Italia Nostra Lazio sulla decisione del Governo riguardo alla preziosa statua di epoca romana. L'associazione si oppone al trasferimento anche nella formula condizionata del prestito a lungo termine, adottata dal Ministero dei Beni culturali dopo il ricorso al Tar proposto dalla stessa associazione. La restituzione è una delle questioni sospese da tempo, ed era stata ipotizzata fin dai tempi del governo Dini. La statua era stata trovata da una spedizione archeologica italiana a Cirene nel 1913. Da allora, fino all'estate scorsa era esposta al pubblico e negli ultimi anni, dopo gli interventi di riorganizzazione museale della soprintendenza archeologica di Roma, si trovava nell'aula Ottagona (il vecchio Planetario) del Museo nazionale romano di Palazzo Massimo. In seguito alla decisione di restituire la statua alla Libia, Italia Nostra, già nel novembre 2002, aveva fatto ricorso al Tar. Il 3 luglio scorso il ministero per i Beni culturali ha comunicato che la statua poteva partire da Roma grazie alla formula del «prestito a lungo termine». «Attualmente sappiamo che la statua è ancora a Roma informa Italia Nostra in una nota custodita nel Museo nazionale romano di Palazzo Massimo, ma pronta a partire per la Libia. Ci opporremo a qualsiasi provvedimento che sarà messo in atto dal Governo e dal Ministero dei Beni culturali nelle prossime settimane per allontanare la Venere dal territorio italiano prima del pronunciamento definitivo del Tar del Lazio». La statua negli ultimi mesi è stata oggetto di un accurato restauro ed avrebbe dovuto partire già qualche mese fa, in occasione del viaggio in Libia del presidente del Consiglio, Berlusconi.