«I "quattrini" li troveremo. Siamo in una situazione non florida, ma per il restauro della chiesa di Sant'Agostino, una delle più importanti d'Italia, li troveremo». La promessa è del «padrone di casa», il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli (la basilica dove sono custodite le spoglie di Santa Monica è l'unica chiesa italiana di proprietà diretta dei Beni culturali, altre dipendono dal Fondo per il culto del ministero dell'Interno), che ieri ha salito la grande scalinata sull'omonima piazza per constatare di persona la gravita della situazione. «Cercheremo di restituire ai fedeli e ai turisti l'intera chiesa nel più breve tempo possibile - ha aggiunto il ministro - Una volta completata l'indagine sui danni e sulle strutture. Bisognerà, infatti, prima provvedere a concludere le analisi e eseguire una serie di test per capire bene cosa bisogna fare per consolidare la chiesa, poi si procederà al ripristino delle volte e degli archi trionfali e in seguito al restauro degli affreschi e delle decorazioni». L'idea del ministro dei Beni culturali è quella che i lavori di consolidamento potrebbero partire nella seconda metà di quest'anno. «La priorità - ha aggiunto Francesco Rutelli - è garantire la sicurezza dei visitatori. Ma la situazione è tenuta costantemente sotto monitoraggio da parte dei tecnici». A lanciare l'allarme era stato due giorni fa il «Comitato amici e parrocchiani di Sant'Agostino», che aveva dato anche il via all'iniziativa di «adozione» della basilica per raccogliere fondi per il restauro. E c'era anche colui che ha posto la «prima pietra» per i lavori: Enzo Simeoni, un imprenditore romano che ha donato 50 mila euro, «per passione per questa chiesa e perché dobbiamo tutti fare qualcosa», come ha raccontato. Il ministro ed uno dei «parrocchiani» illustri, il presidente della Provincia Enrico Gasbarra (che in quella chiesa è stato battezzato, comunicato, ha fatto il chierichetto e si è sposato) hanno ascoltato con attenzione la relazione dell'architetto Federica Galloni, della sovrintendenza e le parole di Sandra Fei, la presidente del Comitato di privati che ha dato il via alla raccolta di fondi. Per questo il ministro ha anche deciso di convocare al più presto un tavolo «pubblico-privato» al quale parteciperanno tutti con lo scopo di arrivare a trovare i finanziamenti necessari: un milione e mezzo di euro per la cupola e gli archi trionfali, un po' di più se si dovrà anche pensare alle fondamenta. Il problema interessa, infatti, tutto il complesso del convento degli Agostiniani e anche il vicino edificio dove ha sede l'avvocatura dello Stato. «La Provincia si rende disponibile a dare il suo contributo - ha aggiunto Enrico Gasbarra - Si tratta di uri grande luogo di cultura e di culto, uno scrigno d'arte, una preziosa risorsa per il turismo». Prima di lasciare la basilica sia il ministro che il presidente della Provincia si sono soffermati ad ammirare la Madonna di Loreto, conosciuta anche come «Madonna dei Pellegrini» di Caravaggio. E «Santa Monica?», ha chiesto Francesco Rutelli. Ma le spoglie della madre di Sant'Agostino per il momento sono inavvicinabili.