GALAN: "DA CODICE URBANI STRAORDINARIA OPPORTUNITA'" Venezia, 7 febbraio 2007 - La Regione del Veneto, ponendosi all'avanguardia nel panorama nazionale sul fronte della tutela del paesaggio, ha definito un preciso cammino, sia teorico che amministrativo, nell'ottica della realizzazione del "Terzo Veneto" e si appresta ad attuare quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (più noto come "Codice Urbani") e a predisporre le linee guida per l'elaborazione del Piano Paesaggistico. A supportare l'Amministrazione in questa nuova sfida sarà una commissione di cinque "saggi", i professori Amerigo Restucci, Marino Breganze, Francesco Curato, Paolo Feltrin e Giampaolo Rallo che, entro il 30 settembre prossimo, lavoreranno alla definizione di un nuovo modo di concepire il Paesaggio del Veneto, da intendersi come elemento predominante della pianificazione, e da mettere in armonia con tutti gli altri aspetti dello sviluppo (economia, infrastrutture, insediamenti produttivi e abitativi) che naturalmente non si può fermare. L'imponente iniziativa di rilancio delle peculiarità del paesaggio veneto è stata presentata oggi a Venezia dal Presidente della Regione Giancarlo Galan, che era affiancato dagli Assessori Renzo Marangon (Territorio) e Renato Chisso (Infrastrutture) e dai cinque saggi. Presenti anche, a testimonianza del lavoro di squadra che si vuole attuare, il Direttore regionale per i Beni Culturali del Ministero Pasquale Malara; il Sovrintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Padova, Belluno, Treviso e Venezia Guglielmo Monti; la Sovrintendente ai Beni Architettonici e del Paesaggio di Venezia Laguna Renata Codello. L'operazione vedrà agire anche in stretta sinergia ben tre strutture regionali, quelle che si occupano di cultura, ambiente, e territorio. "Il Codice Urbani ha sottolineato Galan ci ha fornito un'opportunità straordinaria che abbiamo voluto fortemente cogliere al volo: quella di disegnare il Terzo Veneto mettendo al centro della nostra attenzione il Paesaggio con la "P" maiuscola. Un'esigenza sentita fin da quando, 3 anni fa, elaborammo (anche in questo caso con l'aiuto di un gruppo di saggi presieduto da Giorgio Lago) il nuovo Piano Regionale di Sviluppo; e un'esigenza che abbiamo poi trasferito in tante nostre azioni progettuali, come quella della Valdastico Sud". "Nel quadro della legislazione nazionale del Codice Urbani ha aggiunto Galan si invitano le Regioni a collaborare con lo Stato nella elaborazione dei Piani Paesaggistici e Urbanistico-territoriali, e in questo quadro il Veneto si offre come un laboratorio del tutto particolare per mettere in luce i propri valori paesaggistici. La società che si prefigura per il Terzo Veneto ha come riferimento proprio l'obbiettivo di coniugare natura, cultura ed economia trovandone la giusta armonia. Il territorio, dunque, come teatro di una riconciliazione tra uomo e natura. Natura e cultura sono da considerare allora come un binomio per dare competitività al sistema veneto nel nuovo Spazio di Sviluppo Europeo". "Un cambiamento di mentalità ha puntualizzato Renato Chisso che la Regione ha già applicato in varie progettazioni infrastrutturali, come il Passante di Mestre e la Pedemontana, nell'ambito della quale siamo impegnati alla predisposizione di un preciso Piano Paesaggistico. L'intuizione ha aggiunto è quella di un nuovo modo di pianificare lo sviluppo complessivo di insediamenti e infrastrutture integrate con il paesaggio". L'assessore Marangon, nel sottolineare che "le azioni in tema di territorio passano oggi da una funzione di controllo 'funzionalista' ad iniziative partenariali per disegnare 'paesaggi dell'armonia' nella forma di reti ecologiche e sistemi urbani di qualità", ha indicato alcuni dei passaggi dell'attività entro i prossimi 3-6 mesi: attivare l'Osservatorio del Paesaggio con l'obbiettivo di incrementare la conoscenza che la società ha degli elementi paesaggistici e dare supporto all'applicazione della Convenzione Europea del paesaggio, creando uno spazio comune tra Regione, Ministeri, Amministrazioni Locali, Università, Fondazioni, Associazioni professionali e Popolazione; promuovere alcune sperimentazioni di tutela e valorizzazione paesaggistica in ristretti e caratteristici quadri della nostra Regione prima della definizione strutturale del Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (Ptrc); definire e sottoscrivere un'Intesa Istituzionale tra i Ministeri dei Beni Culturali e dell'Ambiente e la Regione Veneto; concludere la stesura del Ptrc come Piano paesaggistico regionale; valorizzare le progettualità urbanistiche di qualità attraverso il Premio dedicato al grande urbanista veronese Luigi Piccinato; attivare "buone pratiche" come azioni efficaci per governare i cambiamenti territoriali. Il Professor Restucci, nel sottolineare "l'ottima scelta della Regione di rilanciare la tradizione veneta di politica territoriale", ha parlato della "creazione di uno sposalizio tra la pianificazione ed il paesaggio", ed ha ricordato che il 48 del territorio veneto, circa 13. 452 chilometri quadrati, sono considerati "Patrimonio Paesaggistico", con 1649 siti indicati come esempio di bellezze naturali e altri circa 8000 come elementi da salvaguardare. .