Progetto del Comune, ma lex sovrintendente fa le barricate Paolucci, già ministro ai beni culturali, protesta. Il vice sindaco: fu approvato il cardinale Il cardinale Antonelli chiede chiarimenti sulle vibrazioni che potrebbero danneggiare la Curia FIRENZE - In città scoppia la guerra del tram. Lamministrazione sta costruendo, in project financing con la Ratp, la società del metrò parigino, tre linee di tramvia. Una passa dal centro e fa accapigliare soprintendenza e amministrazione. Il pomo della discordia sono quei 90 metri di rotaia che, pur lasciando piazza del Duomo pedonalizzata, le passano a lato. «A sette metri dal Battistero, il bel San Giovanni di Dante, e dalla trecentesca colonna di San Zanobi», si scandalizza lex soprintendente toscano e ex ministro ai beni culturali, Antonio Paolucci. «Niente tram a due passi dal Duomo - dichiara - Ho raccomandato ai miei successori, i soprintendenti Mario Lolli Ghetti e Paola Grifoni, di chiedere al Comitato di settore di vietarlo». Secondo Paolucci lorgano del ministero ai beni culturali deciderà, lunedì 12, se il tram potrà o meno passare di lì. Al contrario, il vicesindaco Giuseppe Matulli è convinto che debba solo esprimersi sulla collocazione, al Battistero, dei tre pali che sorreggeranno i fili di alimentazione elettrica. «La soprintendenza non può cambiare le carte in tavola. Ha già approvato il tracciato nel luglio 2003», ricorda. Il tram che provoca tanta agitazione è il Sirio dellAnsaldoBreda, color argento e rosso-giglio di Firenze, lunghezza 32 metri divisi per cinque vetture larghe 2,40 e alte 3,30 metri, 202 passeggeri di cui 42 seduti e due su carrozzella, velocità tra i 50 chilometri lora in periferia e i 20 del centro, peso 33 tonnellate, sede dei binari andata e ritorno 7,50 metri compresi i bordi. «Un treno», lo boccia Paolucci. Macchè, ribattono allAnsaldoBreda: «Un treno è al minimo lungo 100 metri, largo 4 e 44 tonnellate per una sola carrozza». Lazienda non ammette neanche nostalgie per il vecchio romantico tram, «ma sferragliante e rigido», che fino al 1953 passava agli stessi sette metri dal Battistero dove ora corrono disordinate valanghe di auto e motorini abusivi sulle due corsie per 15 linee di bus con 2300 passaggi al giorno. Auto, motorini e bus che al passaggio del tram verrebbero eliminati. Larea diventerebbe pedonale. Matulli è stato chiamato dal cardinale Ennio Antonelli, spaventato che il tram faccia vibrare la sua casa, la Curia lì davanti al Duomo, più dei tanti bus. Il cardinale è stato tranquillizzato. No, gli è stato detto, il tram non inquinerà e vibrerà assai meno dei bus. AnsaldoBreda certifica «le sospensioni e gli ammortizzatori che impediscono qualsiasi vibrazione». Fabrizio Bartaloni, presidente della Società Tram di Firenze, e lingegner Giovanni Mantovani, coordinatore del progetto per conto del Comune, spiegano che «le rotaie, inserite in un letto di resine plastiche, poggeranno sul calcestruzzo, un materasso elastico di plastica e un sottofondo». Più di così, dicono. Paolucci non si ferma neanche di fronte alla pedonalizzazione: «Tolgano tram e bus, il centro di Firenze è piccolo». Ribatte lamministrazione: «Seicento metri dalla stazione e 1.200 dai viali solo per arrivare al Duomo senza considerare il resto del centro storico, sono troppi se vogliamo che questo centro non diventi una Disneyland. Il tram è un progetto più snello perfino dei tanti e costosissimi bussini elettrici necessari per 202 passeggeri». Quanto ai pali, due sono le ipotesi: o tecnici e minimalisti, mimetizzati con un gioco cromatico, o in ghisa come per il vecchio tram.