Contenti, felici e un po' increduli. Sono gli artisti, critici e curatori di mostre che tempo addietro hanno dato vita a un «tavolo di lavoro» con tanto di denominazione: «Per l'arte contemporanea», n «tavolo» aveva e ha, tra gli obiettivi, quello di coinvolgere le massime istituzioni al fine di produrre proposte legislative in grado di «favorire lo sviluppo della creazione artistica» e del mercato. Tradotto in sintesi, il tavolo chiede «segni concreti», ovvero riduzioni di aliquote iva nelle compravendite di opere, provvedimenti normativi per favorire il collezionismo (da leggersi «sgravi») e in generale agevolazioni per lo più fiscali (ma anche il riconoscimento del valore culturale di biblioteche con più di 3.000 titoli specialistici e ingressi gratis in mostre e musei). Il tavolo, composto da 30 nomi autorevoli del mondo dell'arte (tra gli altri, Achille Penili, decano dell'astrattismo, Maurizio Calvesi, storico dell'arte, Pietro Cascella, scultore, Carlo Lorenzetti, Guido Strazza, Claudio Verna..) il 10 novembre scorso ha inviato una lettera all'onorevole Pietro Folena, indipendente di Rifondazione e presidente della Commissione Cultura della Camera. E Polena non solo li ha ricevuti con sollecitudine (4 dicembre), mail30 gennaio, pochi giorni fa, ha deciso di avviare un'«In-dagine conoscitiva sull'arte contemporanea italiana» proprio per acquisire i (sollecitati) elementi sullo stato del settore. «Nell'incontro non avremmo mai pensato che il suo orientamento sarebbe diventato così rapidamente operativo», hanno scritto i 30 a Folena, grati che «per la prima volta nella storia repubblicana un organo del Parlamento affronterà i nodi relativi al sistema arte». esassicorriere.it