PAPASIDERO - Il comitato civico per la tutela del Santuario di Santa Maria di Costantinopoli, a Papasidero, chiede l'intervento della Chiesa. Da tempo un gruppo di cittadini ha avviato una protesta sul restauro della storica struttura. "Da molti mesi"- si legge nella lettera - noi cittadini papasideresi assieme a numerosi amici del nostro patrimonio storico e naturale stiamo portando all'attenzione degli enti coinvolti direttamente il problema che interessa il Santuario di Santa Maria di Costantinopoli, arroccato sulla sponda destra del fiume Lao a Papasidero". Numerosi anche i "botta e risposta" con l'amministrazione comunale che, dal canto suo, sostiene, carte alla mano, di aver effettuato tutti i lavori attenendosi scrupolosamente ai colori storici del Santuario. Questa situazione, secondo un documento ufficiale, sarebbe passata anche attraverso il benestare della sovrintendenza. Il problema - scrive però il comitato - già portato all'attenzione della Diocesi di San Marco Argentano nell'estate 2005 da parte di alcuni degli attuali membri del nostro comitato, riguarda interventi definiti di "restauro", avviati in seguito ad un incendio verificatosi nel 2000 sulla collina al di sopra del tempio ma non esteso all'edificio". Il comitato ritiene che la "Torre campanaria abbia oggi una colorazione non corrispondente all'originale", e ritiene che "la rupe che lo sovrasta ora cementificata, una volta fosse lussureggiante per la flora mediterranea e che costituiva una stupenda e suggestiva cornice". L'amministrazione comunale sostiene invece che i tecnici che hanno operato all'interno della struttura hanno effettuato una serie di test, scrupolosi, sulle colorazioni storiche, riportando il colore del campanile a quello originario e non ad un secondo intervento effettuato successivamente. Il comitato di cittadini contesta anche due iniziative sul campanile: il primo con la colorazione della cuspide azzurra ed il secondo, dopo le proteste, con la colorazione con una tonalità grigia che non sarebbe neanche quella originaria. L'amministrazione invece fa sapere che la prima tinta, quella azzurra, si riferisce ad un trattamento con speciali vernici della cuspide e che la seconda colorazione in grigio è invece il frutto di uno studio effettuato sulle sovrapposizioni dei vari colori. "Per quanto riguarda la cementifìcazione della rupe, una "messa in sicurezza", con rimozione da essa degli alberelli di macchia mediterranea così caratteristici nessuno ha mai risposto", scrive il comitato che ora chiede l'intervento ufficiale della Chiesa.