RICERCA CONDOTTA DALLA PETRA Chioggia Il progetto per il restauro conservativo della torre di Bebe e la realizzazione di un giardino archeologico, elaborato dall'architetto Giovanni Canato entro il dicembre del 2005 s'è arricchito, su precisa richiesta del Ministero per i Beni culturali -Soprintendenza archeologica per il Veneto, che l'aveva esplicitamente richiesta di una ricerca analitica condotta dalle Petra, Prassi e teoria della ricerca archeologica, una società specializzata che ha determinato la prassi da seguire nell'esecuzione dei lavori di restauro: dovranno prima essere rimosse le erbe infestanti, quindi si procederà al consolidamento del rudere della torre medievale ed infine alla protezione di tutto l'esistente nell'area da delimitare quale giardino archeologico. "I problemi principali da affrontare - afferma l'assessore alla Cultura, Francesco Lusciano - sono sostanzialmente due. In primo luogo l'acquisizione, che dovrebbe essere in comodato gratuito del bene, la torre, che risulta di proprietà della Provincia di Venezia". L'assessore non ha dubbio che questo problema possa trovare rapida soluzione per la possibilità di cointeressare al progetto di un giardino archeologico anche il Comune di Cavarzere il cui territorio in pratica confina con la zona in cui si trova la torre di Bebe. Molto più complicata si presenta invece la seconda questione, quella delle risorse necessarie all'attuazione del progetto Canato, al momento ancora nella fase preliminare. La previsione di spesa è di un milione e 490 mila euro. "Si tratta di una spesa importante: il Comune di Chioggia non dispone al momento di una simile capacità di spesa" -ammette l'assessore Lusciano-. La situazione potrebbe migliorare con la ripresa dei finanziamenti della legge speciale" - confida l'assessore. Un'eventualità del genere è tuttavia ipotizzabile per i prossimi anni. Per quello in corso dovrebbero essere assegnati al Comune di Chioggia complessivamente 3 milioni e mezzo di euro: molto meglio dell'anno precedente in cui non ci sono stati finanziamenti ma di sicuro esistono situazioni più urgenti da affrontare. "Diverso sarebbe - questa la speranza cui si attacca Lusciano - se l'intervento potesse essere compartecipato anche dalla provincia di Venezia e dal Comune di Cavarzere. G.B